
Ha colpito soprattutto bambini, le feste hanno rallentato l'epidemia
Durante la settimana di Natale l'influenza ha costretto a letto 225.000 italiani, soprattutto bambini sotto i 5 anni. Un numero in lieve calo dovuto alla chiusura delle scuole per le festività, ma che porta il totale dei casi a oltre un milione e mezzo. Dal 23 al 29 dicembre, come riporta il bollettino di sorveglianza epidemiologica Influnet dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), l'incidenza è stata pari a 3,7 casi per mille assistiti, a fronte dei circa 4 per mille registrati della settimana precedente. Una lieve diminuzione "dovuta probabilmente alla chiusura, durante le festività natalizie, delle scuole", luogo dove i contagi si diffondono facilmente. La Provincia Autonoma di Trento, Marche e Campania sono state le Regioni più colpite.
L'aumento dei casi di influenza è legato spesso a un aumento degli accessi al Pronto Soccorso. "Per ora tuttavia, tranne alcune eccezioni non si sono verificate particolari situazioni di criticità", spiega all'ANSA Salvatore Manca, presidente della Società italiana della medicina di emergenza-urgenza (Simeu).
"L'influenza - precisa - può scatenare un infarto del miocardio, sia perché rappresenta uno stress per il cuore che deve lavorare di più per far arrivare sangue nei polmoni, sia perché aumenta l'infiammazione scatenando una serie di eventi che possono portare all'occlusione di una coronaria". Per questo, il Ministero della Salute consiglia la vaccinazione in tutti i soggetti sopra i 65 anni o con malattie come asma e cardiopatie. "In Italia viene effettuata dal 53% delle persone che dovrebbero farlo, siamo indietro rispetto al target minimo del 65%. Il vaccino non solo è sicuro, ma la vaccinazione, come ha dimostrato uno studio su Lancet nel 2018, riduce del 24% la mortalità cardiovascolare nei pazienti con malattia ischemica cardiaca". In pratica, conclude, "ha un effetto paragonabile a quello che si ottiene dallo smettere di fumare".
Alleanza tra società scientifiche, professionisti e pazienti per rafforzare la prevenzione. Ma coperture sotto target e milioni di casi l’anno segnalano una criticità strutturale.
Un caso isolato, nessuna trasmissione, nessuna criticità. Eppure apertura di home page. Perché la comunicazione sanitaria continua a trasformare segnali irrilevanti in allarmi impliciti.
La stagione influenzale 2025-2026 si avvia alla conclusione con circa 12,6 milioni di casi. Resta il tema delle coperture vaccinali negli over 65, ben lontane dall’obiettivo minimo del 75% e dal target ottimale del 95%.
Dopo un iniziale rifiuto, l’agenzia Usa accetta di esaminare la richiesta, con iter differenziato per fasce d’età.
Dopo il cluster registrato su una nave da crociera, l’Organizzazione mondiale della sanità richiama il tema della sorveglianza epidemiologica e dei cambiamenti ambientali
La Società italiana d’Igiene chiede un intervento urgente per garantire continuità ai sistemi di monitoraggio epidemiologico, dalle arbovirosi al morbillo
Dalla prevenzione globale ai casi importati nel nostro Paese: in 25 anni evitati miliardi di contagi, ma lo stallo preoccupa l’Oms. Iss: ogni anno 700-800 casi in Italia, tutti d’importazione
Colpisce all’improvviso, può evolvere in poche ore e anche nei bambini in apparenza più sani. In occasione della Giornata mondiale, i pediatri di famiglia rilanciano l’importanza della prevenzione vaccinale
Commenti