
Occorrono anche "misure per ridurre l'esposizione agli agenti cancerogeni sul posto di lavoro"
Guardare "al ruolo della tassazione per tabacco e alcol" e a "misure per ridurre l'esposizione agli agenti cancerogeni sul posto di lavoro" per prevenire i tumori. Fare leva sui fondi Ue per la ricerca e creare una "infrastruttura di dati sanitari" per "facilitare il collegamento tra ricerca, diagnosi e cura". Stabilire "target per gli investimenti in prevenzione" e incentivare "network regionali per il trattamento dei tumori". Sono le idee da cui prenderà forma il Piano di azione Ue per battere il cancro, che la Commissione europea presenterà a fine 2020 dopo aver fatto consultazioni a tutti i livelli.
L'iniziativa è stata lanciata nella conferenza "Europe's beating cancer" che ha gremito l'emiciclo della sede di Bruxelles dell'Europarlamento. "Vogliamo ascoltare tutti coloro che hanno una storia da raccontare, i medici e i pazienti, i parenti e gli scienziati, le infermiere e la società civile. Quelli che ce l'hanno fatta e quelli che stanno ancora combattendo", ha detto la presidente della Commissione Ursula von der Leyen.
E' stata una giornata in cui "il personale si è trasformato in politico", ha detto Kyriakides, e "l'inizio di un viaggio che faremo tutti insieme". "Ci saranno fondi per finanziare questo piano", ha aggiunto a margine dell'evento. Al cronista che le chiedeva come "fare la differenza" su tassazione e sanità, su cui la Commissione ha prerogative molto limitate, la commissaria ha risposto "non vedo l'ora di rispondere alle sue domande quando il piano sarà pronto alla fine dell'anno, ma le assicuro che esploreremo tutte le possibilità. Tutte".
Un’analisi del Cipomo stima il tempo che gli oncologi dedicano ad attività amministrative: 19 ore settimanali. Un carico che incide sulla relazione di cura e riapre il tema della riorganizzazione del lavoro.
Il trattamento in prima linea con daratumumab in somministrazione sottocutanea e in combinazione con bortezomib, lenalidomide e desametasone ha mostrato nei pazienti eleggibili a trapianto una sopravvivenza di circa 17 anni
Il nuovo regime conferma l’importanza di daratumumab sottocute come terapia di prima linea nel mieloma multiplo in grado di ritardare significativamente la progressione della malattia
In Italia poco più di 3mila oncologi per 3,5 milioni di pazienti. Burocrazia e burnout riducono il tempo di cura, mentre i bisogni aumentano.
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