
Rapporto Csc, domanda in salita con una situazione finanziaria solida
Gli over 65 in Italia crescono rapidamente e aumenta in modo consistente anche la loro spesa con un importo che si aggira ormai sui 200 miliardi, quasi un quinto dei consumi totali delle famiglie: il Centro studi di Confindustria in un rapporto sulla Silver economy ha analizzato la capacità di spesa di questo segmento della popolazione che ha superato ormai i 13 milioni e mezzo di persone sottolineando che la domanda è in forte crescita non solo dal lato della sanità e dell'assistenza ma anche da quello dei consumi alimentari, culturali, di comunicazione e turistici.
La percentuale dei consumi degli over 65 sul totale di quelli delle famiglie secondo gli economisti di Confindustria potrebbe salire al 25% nel 2030 e al 30% nel 2050.
"Rispetto a un decennio fa - scrive il Csc - gli "anziani" sono in grado di generare una domanda potenziale maggiore, crescente e diversificata, anche considerato che la loro situazione reddituale e finanziaria è più solida e più stabile rispetto alle altre classi di età e ha risentito poco della lunga crisi economica. Catturare questa domanda potenziale è un'opportunità che le imprese non possono lasciarsi sfuggire". La quota di spesa pubblica per il capitolo "vecchiaia" vale circa il 27% del totale ma bisogna tenere conto anche della spesa privata per domanda di servizi domestici di assistenza e cura che è a carico delle famiglie e che dà occupazione a circa 1,6 milioni di persone (tra badanti e personale domestico). "Gli ambiti che compongono l'economia della terza età - spiega il Csc - sono più numerosi e rappresentano una fonte importante di domanda potenziale e quindi un'opportunità per il sistema economico".
Gli over 65 hanno un consumo pro-capite medio annuo più elevato rispetto ai più giovani (15.700 euro contro i 12.500 per gli under 35) ma soprattutto un reddito medio più alto (20.000 euro a fronte di 16.000 degli under 35). Gli anziani hanno una maggiore ricchezza reale pro capite (232.000 euro in media contro i 110.000 dei più giovani) e una solidità finanziaria superiore, con solo un anziano su 10 indebitato a fronte di quasi uno su tre tra gli under 40. Tra gli anziani c'è un'incidenza della povertà inferiore della metà rispetto agli under 35 e una resilienza maggiore al ciclo economico grazie al fatto che una gran parte delle entrate e stabile. Gli anziani in salute - conclude lo studio - "rappresentano un segmento di consumatori appetibile per le imprese. Diverse aziende stanno ritarando i propri prodotti, beni o servizi, a misura di anziano".
Il punto cruciale, dunque, non è tanto invecchiare, ma invecchiare "bene". E in Italia su questo la situazione è favorevole: l'indicatore "speranza di vita a 65 anni" è di 21 anni, mentre secondo quello "senza limitazioni nelle attività", un sessantacinquenne avrebbe in media davanti a sé quasi 10 anni di vita in salute.
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