
Per arginare l'emergenza 'fegato grasso' è stata testata per la prima volta su 181 pazienti la silibina, somministrata in una nuova forma (fitosoma) per favorirne la biodisponibilità. "L'arruolamento dei pazienti nello studio multicentrico, randomizzato in doppio cieco,
di fase III è ormai concluso - spiega il direttore medico Carlo di Manzano dell'Istituto biochimico italiano - Ora dobbiamo aspettare solo i risultati dell'analisi statistica, ma siamo molto fiduciosi. Lo studio ha valutato l'efficacia di Realsil*, costituito dall'associazione di silibina estratta dal cardo mariano, fosfolipidi e vitamina E, nel migliorare il danno epatico in pazienti con fegato grasso non alcolico in presenza o meno di infezione da Hcv".




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