|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Siru, prorogare di 6 mesi il limite di età per Pma

'Riaprire i centri di riproduzione assistita solo dopo il lockdown'
Ginecologia

La Società italiana della riproduzione umana (Siru) chiede che sia prorogato di sei mesi il limite di età per le donne che intendono accedere ai trattamenti di riproduzione medicalmente assistita. "Tutti i trattamenti sono stati sospesi a partire da marzo scrive in una nota Siru - una decisione responsabile ma non facile, che ha creato un vuoto nei progetti di genitorialità di migliaia di coppie italiane". "Secondo quanto emerge dai colloqui delle task force anti-Covid messe a disposizione dagli esperti Siru, la richiesta principale dei pazienti si fonda sulla paura di perdere i diritti di accesso alle terapie riproduttive assistite", afferma la Società".

Gli ordinamenti regionali stabiliscono limiti legati all'età delle donne, variabili da regione a regione (vanno dai 43 ai 50 anni), e riguardano sia la prescrivibilità dei farmaci, che l'accesso ai percorsi terapeutici di riproduzione medicalmente assistita.

pubblicità

La Siru chiede quindi di prorogare per almeno 6 mesi i limiti d'età, tenendo conto proprio dalla sospensione: "Oltre alla durata del vero e proprio lockdown, bisogna considerare i tempi per la riorganizzazione di tutto il sistema, il tempo di preparazione e svolgimento dei protocolli terapeutici e infine il tempo per smaltire il naturale allungamento delle liste di attesa".   Per quanto riguarda la ripresa delle attività, la Siru ritiene che il quadro di riferimento deve essere la garanzia che nessun paziente e nessun operatore dei centri di medicina e biologia della riproduzione debba essere esposto al rischio di contagio.   Per questi motivi, gli operatori della Pma della Società propongono la ripresa delle attività in concomitanza e non prima della revoca delle misure di lockdown e consigliano di evitare gli spostamenti tra diverse regioni

Ginecologia
Commenti

I Correlati

Pregliasco: “Il reintegro dei medici radiati non favorisce la pacificazione, ma riapre una contrapposizione ideologica”
Professione
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Fertilità, il microbiota entra tra i fattori chiave: dalla nutrizione nuovi strumenti per favorire il concepimento
Infertilità
Fertilità, il microbiota entra tra i fattori chiave: dalla nutrizione nuovi strumenti per favorire il concepimento
Una revisione della SIFES-MR evidenzia il ruolo di alimentazione, infiammazione e salute intestinale nel percorso riproduttivo. Addio alle diete fai da te: la sfida è la nutrizione di precisione personalizzata
Terapia delle infezioni uroginecologiche recidivanti: utilizzazione dell’Idrovag
Ginecologia
Terapia delle infezioni uroginecologiche recidivanti: utilizzazione dell’Idrovag
Batteri, miceti e protozoi: mantenere o ripristinare l’ambiente vaginale fisiologico è fondamentale nel trattamento e/o nella prevenzione di tali infezioni.

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.