
Appello del ministro Speranza, rispondete. Croce Rossa, non è una truffa
E' l'incertezza la reazione predominante tra gli italiani selezionati nel campione che sarà chiamato ad effettuare il test sierologico nell'ambito dell'indagine nazionale partita ieri. Su 7.300 chiamate, quelle effettuate nel primo giorno dell'indagine da parte della Croce Rossa italiana (Cri), ben il 60% dei cittadini contattati ha infatti chiesto di essere richiamato mostrandosi indeciso. Per questo, un invito a vincere i timori è giunto dal ministro della Salute Roberto Speranza, che ha esortato i cittadini a rispondere positivamente alle telefonate della Cri. In molti però, fanno sapere dalla Croce Rossa, hanno già ricontattato le centrali Cri, dopo aver consultato i propri medici di famiglia per avere più chiarimenti, chiedendo di fare il test. Il campione è già selezionato dall'Istat e, in ogni caso, non ci si può offrire volontari. In questa prima giornata a pesare è stata anche la diffidenza, tanto che lo stesso presidente Cri Francesco Rocca ha lanciato un appello: "Se ricevete una chiamata dal numero che inizia con 06.5510 è la Croce Rossa Italiana, non è uno stalker, non è una truffa telefonica, ma è un servizio che potete rendere al Paese attraverso un piccolo prelievo venoso".
A sottolineare l'importanza della partecipazione ai test se si verrà contattati è stato anche il ministro Speranza.
Da oggi previsti i primi prelievi anche a Roma. I cittadini sottoposti a test saranno 150mila, con una possibile estensione ad altri 150mila, ma già dopo 20mila test si potrà avere una prima indicazione del trend. Al momento gli esperti si attendono una positività di circa il 5% della popolazione e l'indagine durerà 15 giorni. Secondo il presidente dell'Accademia dei Lincei Giorgio Parisi, tuttavia, 150.000 test sierologici sono "insufficienti" ad avere un quadro epidemiologico completo delle infezioni da virus SarsCov2 ed è necessario far partire uno studio più approfondito con "qualche milione di analisi sierologiche". Inoltre, ha affermato, i risultati dovranno essere presentati entro l'estate altrimenti sarebbe "una grande occasione persa". Una richiesta arriva invece dal presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo) Filippo Anelli: mettere i risultati dei test sierologici, "anche in forma anonima e aggregata, e comunque nel rispetto della privacy, a disposizione del medico di medicina generale o pediatra di libera scelta che hanno in carico l'assistito". Questo, ha spiegato in audizione in commissione Sanità al Senato, per coinvolgerli pienamente anche negli ulteriori passaggi e accertamenti da attivare.
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