
Puggioni (Humanitas), agisce su citochine IL-4 e IL-13
Si manifesta attraverso sensazione di affanno, mancanza di respiro e peso sul torace, sintomi persistenti spesso difficili da controllare sia con la terapia a base di cortisonici inalatori sia con l'aggiunta di quelli orali. Secondo The Global Initiative for Asthma (GINA), l'asma grave colpisce dal 3,5% al 10% circa della popolazione con asma e, solo in Italia, sono circa 20mila le persone interessate dalla patologia. A causa dei suoi sintomi e delle sue complicanze, l'asma grave ha un impatto sulla qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie: da una ricerca condotta da Doxa Pharma per Sanofi, è emerso che il 96% degli intervistati ritiene che la patologia condizioni in maniera importante la propria quotidianità.
In particolare: il 69% riporta di dover rinunciare allo sport almeno una volta al mese, il 65% di assentarsi dal lavoro almeno qualche giorno al mese e l'85% di influire negativamente sulla performance lavorativa, mentre il 59% la ritiene fonte di stress, motivazione per cui un paziente su due sceglie di non frequentare luoghi affollati.
"È molto importante intervenire in maniera mirata, - ha detto Giorgio Piacentini, professore ordinario di Pediatria all'Università di Verona - andando a colpire gli endotipi, cioè i tipi specifici di infiammazione che ci sono nel soggetto asmatico". "Stiamo seguendo diverse sperimentazioni a livello internazionale con farmaci biologici - ha aggiunto - che stanno dimostrando efficacia sia negli adulti sia nei bambini". Le nuove terapie biologiche, infatti, "agiscono sulle citochine IL-4 e IL-13, - ha spiegato Puggioni - riducendo i livelli dei marker biologici responsabili dell'infiammazione e spegnendone l'interruttore". I farmaci biologici per l'asma grave cominciano ad avere l'opzione dell'autosomministrazione domiciliare, andando così incontro alle esigenze dei pazienti che convivono con la patologia, in particolare di quelli più giovani. Gli adolescenti, infatti, "tendono a rifiutare la malattia per timore di essere allontanati dalla propria cerchia di amici - ha detto Giorgio Piacentini - e la diagnosi e la terapia in questa fascia di età risultano più difficili".
fonte: ansa
Studio Aster, "darle scacco matto si può con diagnosi precoce (spirometria), terapia appropriata e miglioramento della funzionalità polmonare e qualità di vita del paziente"
L'intervento su una paziente di 70anni con cancro al polmone
Il test potrebbe essere utile per pazienti affetti da patologie polmonari croniche
Gli ultimi dati dello studio Matinee, "meno ricoveri e accessi al pronto soccorso, migliore qualità di vita in pazienti già in triplice terapia e con infiammazione tipo T2"
Esame analizza 32 proteine ed è in grado di predire chi ha più probabilità di aver bisogno di cure o di morire per queste patologie
Lo rivela un ampio studio presentato al Congresso della European Respiratory Society (ERS) a Vienna da Anne Vejen Hansen dell'Ospedale Universitario di Copenaghen
I pazienti che hanno ricevuto un trattamento diretto dallo pneumologo hanno avuto un minore utilizzo successivo dell'assistenza sanitaria per malattie respiratorie rispetto a quelli che hanno ricevuto cure abituali
Lo ha accertato uno studio internazionale in collaborazione fra l'Università francese Paris-Saclay, e quelle di Padova, Napoli Federico II e altri atenei stranieri
Commenti