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Medici, no alla televisita: rinviare il provvedimento

Anelli: "Il documento è stato scritto senza consultare la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri"
Professione

"Erogazione di prestazioni di specialistica ambulatoriale a distanza - servizi di Telemedicina": è questo il tema al centro del documento messo a punto dalla Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, che sarà esaminato dalla Conferenza stessa oggi. Un documento che, pur riguardando questioni di pertinenza professionale del medico, tanto da essere oggetto di articoli del Codice di Deontologia, è stato scritto "senza consultare in alcun modo la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (FNOMCEO)". Lo afferma il presidente della stessa FNOMCEO, Filippo Anelli, che ha quindi scritto una lettera al Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, e al Coordinatore della Commissione Salute, Luigi Icardi.  Anelli chiede il rinvio dell'esame del provvedimento, in maniera da poter convocare il tavolo di confronto permanente istituito tra la FNOMCEO e la Conferenza delle Regioni.

"Riteniamo che il contributo della FNOMCeO, ente di circa 445.000 professionisti, possa essere fondamentale per raggiungere l'obiettivo comune di migliorare la qualità dell'assistenza al cittadino - scrive Anelli -. Si sottolinea che l'art. 78 del Codice di deontologia medica (Tecnologie informatiche) e i relativi indirizzi applicativi facenti parte integrante dello stesso codice trattano questa materia, prevendo che 'il medico, facendo uso dei sistemi telematici, non può sostituire la visita medica che si sostanzia nella relazione diretta con il paziente, con una relazione esclusivamente virtuale; può invece utilizzare gli strumenti di telemedicina per le attività di rilevazione o monitoraggio a distanza, dei parametri biologici e di sorveglianza clinica'".  "Si rileva inoltre che l'art. 24 dello stesso Codice - prosegue Anelli - recita che 'il medico è tenuto a rilasciare alla persona assistita certificazioni relative allo stato di salute che attestino in modo puntuale e diligente i dati anamnestici raccolti e/o i rilievi clinici direttamente constatati od oggettivamente documentati'".

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È dunque evidente, afferma, che il medico "può e deve rifiutarsi di certificare fatti che non abbia constatato personalmente ("direttamente") o che non siano supportati da riscontri oggettivi e deve rifiutarsi di certificare fatti che non corrispondano al vero. In conclusione, in considerazione della delicatezza della materia che presenta ricadute rilevanti per i professionisti e i cittadini, chiediamo di rinviare l'esame del provvedimento e di procedere alla convocazione del Tavolo di Lavoro permanente previsto dal protocollo".

Professione
Commenti
GS
Giancarlo Sandri
Assolutamente d’accordo. E’ materia che va ponderata attentamente. La telemedicina non deve sostituire il contatto in presenza tra medico e paziente
Rispondi
27/07/2020 16:34

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