
Scaccabarozzi: "C'è uno sforzo comune di tutte le nostre imprese, siamo in grado di adempiere alle richieste, c'è tutta la volontà"
Le Regioni si sono date da fare per tempo individuando nella strategia vaccinale contro l'influenza un passo cruciale nella lotta contro il nuovo coronavirus. Tanto che rispetto allo scorso anno le richieste alle aziende farmaceutiche sono schizzate del 40%. La vaccinazione infatti evita la sovrapposizione dei sintomi, e quindi riduce i tempi di diagnosi, oltre a ridurre le complicanze da influenza nei soggetti a rischio e gli accessi al pronto soccorso.
"C'è uno sforzo comune di tutte le nostre imprese, siamo in grado di adempiere alle richieste, c'è tutta la volontà. Abbiamo risposto a tutte le gare delle Regioni e siamo in contatto continuo con il ministero della Salute e l'Agenzia del farmaco", spiega il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi.
Alcune Regioni hanno deliberato regolamenti ad hoc e avviato gare per la fornitura dei lotti in previsione di una più consistente partecipazione dei cittadini rispetto allo scorso anno, quando a vaccinarsi sono stati 10.080.120 milioni di italiani, pari al 16,7% della popolazione, senza contare chi lo ha fatto privatamente senza ricorrere ai medici di famiglia o ai centri vaccinali. A spiegare l'importanza della vaccinazione è Silvestro Scotti, presidente della Federazione italiana dei medici di Medicina generale: "Se riduciamo con le vaccinazioni la circolazione dell'epidemia di influenza stagionale, rendiamo più evidente l'infezione da Covid". Come dire, escludendo che certi sintomi siano causati dall'influenza per chi è vaccinato, si arriva più velocemente a capire che un paziente è affetto da Coronavirus. Il ministero della Salute, dal canto suo, con il documento di giugno ha anche abbassato l'età delle persone a cui la vaccinazione è raccomandata, passando da 65 a 60 anni.
Allarme su adolescenti e gravidanza: richiami non completati e immunizzazione materna ancora poco diffusa. In Europa tornano a crescere pertosse e morbillo
Secondo Vaccines Europe il 41% dei vaccini in pipeline è destinato a malattie senza protezione. Farmindustria richiama il ruolo della prevenzione come investimento per il SSN
Dati Farmindustria: produzione e occupazione in aumento. Ma tra politiche Usa, costi e concorrenza globale si apre il nodo della competitività europea
Ocse: il Long Covid continuerà a pesare su sanità ed economia fino al 2035. Effetti su produttività, lavoro e domanda assistenziale.
Commenti