
Le condizioni legate all'obesità, inclusa l'infiammazione e la permeabilità intestinale, rendono i polmoni dei pazienti obesi più suscettibili al Covid-19. Questo potrebbe spiegare perché hanno maggiori probabilità di morire a causa della malattia. A dirlo sono gli studiosi della University of Texas Southwestern in un articolo pubblicato sulla rivista scientifica eLife: sono loro a suggerire che i farmaci usati per ridurre l'infiammazione dei polmoni potrebbero rivelarsi utili per i pazienti obesi con la malattia causata dal virus Sars-Cov-2.
Inoltre, nello stesso periodo, era diabetico il 31% dei pazienti ricoverati con Covid-19 nella contea, mentre il 17% era obeso senza però soffrire di diabete. Gli studiosi teorizzano come il grasso abbia elevate quantità di recettori Ace2, gli ingressi per il virus Sars-CoV-2 sulle cellule. L'aumento del numero di questi recettori nei pazienti obesi potrebbe portare a una carica virale più elevata. Gli Ace2, precisano i ricercatori, possono essere immessi in circolazione e finire nei polmoni, aumentando in particolare la concentrazione di Sars-Cov-2 nel tessuto polmonare. Inoltre, l'aumento dell'espressione di Ace2 negli individui obesi stimola uno squilibrio nei segnali chimici che inducono l'infiammazione. Lo studio nota come il desametasone, uno steroide che si è già dimostrato promettente negli studi clinici, potrebbe essere particolarmente utile nei pazienti obesi. Questo trattamento riduce l'infiammazione a livello sistemico. Un altro trattamento potrebbe passare, spiegano, anche dai Ppar-gamma antagonisti, una classe di farmaci che ha molteplici effetti tra cui abbassare l'infiammazione, ridurre l'espressione di Ace2, abbassare lo zucchero nel sangue.


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