
La causa deriva da due marcatori che inducono le cellule staminali tumorali del colon a sviluppare metastasi
Identificati due marcatori che inducono le cellule staminali tumorali del colon a sviluppare metastasi. E' il risultato di uno studio condotto dall'Istituto di genetica e biofisica 'Adriano Buzzati Traverso' del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Napoli (Cnr-Igb), con il sostegno della Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Theranostics. La ricerca apre la strada a nuove terapie che colpendo tali fattori potrebbero eliminare selettivamente una specifica popolazione di cellule tumorali. "Il tumore del colon-retto - osserva Enza Lonardo del Cnr-Igb - è attualmente la terza causa di morte nel mondo per cancro. Fra i principali fattori di rischio per la malattia vi sono l'età, una dieta poco varia e non equilibrata, il fumo ed errori casuali nel DNA che si verificano durante la divisione cellulare. Alcune delle mutazioni genetiche più frequenti in questo tipo di tumore possono causare una crescita cellulare incontrollata delle cellule stesse".
fonte: Theranostics
Il trattamento in prima linea con daratumumab in somministrazione sottocutanea e in combinazione con bortezomib, lenalidomide e desametasone ha mostrato nei pazienti eleggibili a trapianto una sopravvivenza di circa 17 anni
Il nuovo regime conferma l’importanza di daratumumab sottocute come terapia di prima linea nel mieloma multiplo in grado di ritardare significativamente la progressione della malattia
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Progetto Re-Start di IncontraDonna: spettacolo a Roma con pazienti oncologici e caregiver per condividere arte e resilienza.
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