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Medici e furbetti del vaccino: le scuse per sottrarsi alla somministrazione

In Veneto c'è chi si auto-vaccina, in Lombardia aumentano gli allergici
Professione

Anche i medici fanno i furbetti del vaccino. E pur di non presentarsi all'appuntamento trovano scuse e pretesti, a volte anche improbabili. C'è per esempio chi prenota e poi preferisce saltare così da evitare la lettera di richiamo e le conseguenti sanzioni previste dalla legge tra cui il demansionamento e la sospensione dall'ordine professionale fino al mancato accreditamento dello stipendio. Lo stratagemma, però, sarebbe stato scoperto: alcuni di coloro che lo hanno utilizzato lo avrebbero infatti ripetuto anche fino a tre volte, attirando l'attenzione di chi controlla le procedure.

Sulle questione è sceso in campo il governatore della Regione Veneto Luca Zaia che ha affermato senza mezzi termini: "Se sei contro i vaccini non devi andare a fare il medico. Non è possibile che un medico si dichiari no-vax, altrimenti all'università quando uno studiava i vaccini doveva andarsene dicendo che erano tutte menzogne e andare a fare un altro lavoro". L'uscita di Zaia all'indomani del presunto caso di medici veneti che si sarebbero auto-vaccinati, una pratica difficilmente verificabile che potrebbe nascondere casi di medici no-vax. E a dare un'altra spallata ai camici bianchi indisciplinati arriva anche la precisazione del Tar Emilia Romagna, un'altra regione dove non mancano gli "evasori": “Nessuno stop da parte del Tribunale amministrativo regionale dell’Emilia-Romagna ai procedimenti di sospensione avviati dalle Ausl nei confronti del personale sanitario non vaccinato: il Tar, infatti, non ha sospeso nulla, ma - su richiesta di dilazione proposta dai ricorrenti - si è limitato a rinviare l’esame della questione all’udienza di merito, che peraltro non è ancora stata fissata”. La precisazione, spiega la nota, arriva “di fronte a notizie inesatte secondo le quali dal Tar sarebbe arrivato un sostanziale via libera ad esercitare la professione anche per i sanitari non vaccinati. Pertanto, i procedimenti avviati dalle Aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna per ottemperare all’obbligo vaccinale dei sanitari previsto dalla legge nazionale sono oggi pienamente efficaci ed operativi”.

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Ma non ci sono solo gli appuntamenti saltati: qualcuno non ritira la lettera di richiamo così da allungare i tempi e altri tirano in ballo le allergie, un capitolo molto vasto da cui attingere a piene mani: Dalle fragole ai gettonatissimi pomodori, dal cioccolato ai crostacei fino ai casi - moltissimi - .di asma giovanile salvo poi appurare che gli episodi asmatici non si sono più ripetuti sino all’attuale età dei sanitari: fra i 50 e i 60 anni.

Vanno forte anche le diete, come il medico - riporta il Corriere della Sera - che ha sostenuto l'impossibilità di vaccinarsi a causa della paleolitica che non è compatibile con la vaccinazione anti-Covid. Conosciuta anche come Paleo dieta, questo regime alimentare prevede di consumare solo cibi reperibili nella preistoria: carne (soprattutto magra), pesce, crostacei e molluschi, verdura, semi, radici, bacche, frutta e miele. In Lombardia al momento sono stati individuati 2951 operatori sanitari che non si sono ancora sottoposti al vaccino anti-Covid. A 1500 di loro sono state inviate, dopo i primi avvisi, delle lettere che verranno recapitate anche al datore di lavoro e agli ordini professionali. Da qui poi il datore di lavoro potrà far scattare le sanzioni previste dalla legge. Nel decreto si legge infatti che "le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, farmacie, parafarmacie e studi professionali sono obbligati a sottoporsi a vaccinazione gratuita per la prevenzione dell’infezione da SARS-CoV-2". Facendo diventare quindi la vaccinazione un requisito "essenziale all'esercizio della propria professione".

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