
Il Pnrr è una proficua opportunità per riorganizzare e potenziare la medicina del territorio dal punto di vista formativo e professionale
“Il Pnrr indica le Case di Comunità come punti strategici di erogazione dell’assistenza sanitaria primaria secondo una presa in carico globale ed un approccio bio-psicosociale. Tuttavia, non basta creare meri contenitori per garantire una risposta efficiente ai bisogni di salute, ma è necessario riempirli di contenuti, ovvero di professionisti preparati secondo quest’ottica. Per cambiare i modelli organizzativi, infatti, è necessario partire dai modelli formativi”. È questa l’indicazione che arriva da Aim, Sigm, Federspecializzandi e Movimento Giotto in un comunicato congiunto. Per gli specializzandi bisogna porre le basi “per formare in modo efficace i profili professionali indispensabili a governare il cambiamento, ovvero medici di famiglia, pediatri di libera scelta, dipartimenti di prevenzione, medici di sanità pubblica, geriatri e i medici di comunità e cure primarie”. O tutto sarà inutile
A questo, ricordano, si accompagna il fatto che la transizione demografica, epidemiologica e sociale, in atto da tempo, manifesta la necessità di un’assistenza primaria volta ad un modello proattivo, incentrato sulla promozione della salute e sulla prevenzione, e a dare risposta ai rinnovati bisogni di salute della popolazione, determinati dalla crescente prevalenza delle patologie croniche e delle multi-morbilità.
Nel Ssn il turnover dei medici non è garantito: tra tetti di spesa, specializzazioni scoperte e fuga dal pubblico, le assunzioni non compensano le uscite.
Uno studio dell’Imperial College London mostra che il 65% dei dubbiosi sui vaccini Covid ha cambiato idea. Resta invece stabile l’opposizione anti-vaccino.
La crisi di personale e governance nel SSN spinge gli italiani verso il privato per aggirare le liste d’attesa: il rischio è uno slittamento da modello universalistico a sistema sanitario di serie B.
Un adulto su quattro potenzialmente idoneo ai farmaci per dimagrire.
La finalità del divieto è di garantire la massima efficienza e funzionalità operativa all'Ssn, evitando gli effetti negativi di un contemporaneo esercizio, da parte del medico dipendente, di attività professionale presso strutture accreditate
Le richieste puntano sull'adeguamento economico e sulla riorganizzazione del lavoro
Con la graduatoria parte la caccia ai 22mila posti
Nursing Up: "Mai così tante. In nessun ospedale agenti dopo le 24"
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