
Studi su Jama e Lancet. Sinpf: "é una priorità per la terza dose di vaccino"
I pazienti con depressione e disturbi mentali sono 'i più fragili tra i fragili', ovvero a maggior rischio di contrarre Covid-19 nelle forme più gravi tali da richiedere ospedalizzazione e ricovero in terapia intensiva. E' la conclusione di due importanti metanalisi pubblicate su Jama Psychiatry e su Lancet Psychiatry, che portano la Società Italiana di Neuro Psico Farmacologia (SINPF) a chiedere agli esperti riuniti a Roma al G20 sulla salute, "priorità per la terza dose di vaccino" per questi pazienti. Il primo studio, condotto su 21 studi e 91 milioni di persone, conferma l'associazione tra Covid-19 e disagio mentale che avrebbero in comune fattori di rischio come una possibile alterazione della funzione immunitaria, obesità, diabete, malattie cardiovascolari, spesso osservate in questa categoria di malati.
Dalla revisione del calendario vaccinale alle linee guida alimentari, fino all’uscita dall’OMS. Le scelte statunitensi rischiano di produrre effetti anche sulla percezione europea di prevenzione, alimentazione e fiducia nelle istituzioni.
Bellantone (ISS) avverte: la copertura vaccinale anti-HPV tra gli anni 11-12 resta ancora lontana dal target del 95%.
Uno studio dell’Imperial College London mostra che il 65% dei dubbiosi sui vaccini Covid ha cambiato idea. Resta invece stabile l’opposizione anti-vaccino.
L’operazione rafforza la Fondazione sostenuta da quattro ministeri e consolida il ruolo di Siena nella ricerca pubblica su vaccini e risposta alle emergenze sanitarie.
Medici e infermieri, su tutti, presentano un allarmante tasso di suicidio che corrisponde a 21 ogni 100mila abitanti, rispetto alla popolazione “normale”
"I bambini e le bambine che utilizzano strumenti tecnologici e interagiscono con gli schermi subiscono due danni: uno diretto, legato alla dipendenza e l'altro indiretto, perché l'interazione con gli schermi impedisce di vivere nella vita reale"
Rigon, "serve un tavolo nazionale per interventi di prevenzione"
Cambiato il loro modo di percepire il mondo e la società. Nuovi studi dimostrano modifiche anche a livello cerebrale
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