
Sinora 75 Ordini su 106 hanno comunicato il dato alla Fnomceo, che conta 460mila iscritti agli Albi tra medici e odontoiatri
Sono 1.579 i medici e gli odontoiatri attualmente sospesi per non essersi ancora vaccinati. Lo rende noto la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo). Dall'inizio, le sospensioni sono state in totale 2.053, delle quali 474 poi revocate per avvenuta vaccinazione. Sinora 75 Ordini su 106 hanno comunicato il dato alla Fnomceo, che conta 460mila iscritti agli Albi tra medici e odontoiatri. Il presidente Fnomceo, Filippo Anelli, spiega che "i medici sospesi perché non si sono vaccinati restano una minoranza, lo 0,3% degli iscritti ai nostri Albi. Il quadro si va via via completando, nonostante alcune difficoltà che hanno determinato una disomogenea applicazione della legge.
Nella Giornata nazionale contro la violenza sul personale sanitario, il ministro Schillaci e il presidente FNOMCeO Anelli richiamano la necessità di proteggere medici e operatori.
Dalla collaborazione tra CIPOMO e FNOMCeO un documento con cinque leve operative per integrare ospedale e territorio nella presa in carico dei pazienti oncologici e ridurre frammentazione e disuguaglianze.
Il ministro della Salute difende lo stato del SSN e rivendica la strategia del governo: riorganizzazione dell’assistenza territoriale, valorizzazione dei professionisti e investimenti su prevenzione e digitalizzazione.
Alla vigilia della Giornata contro la violenza sugli operatori sanitari FNOMCeO richiama la necessità di interventi strutturali. Intanto i dati del Bambino Gesù mostrano aggressioni più che raddoppiate negli ultimi cinque anni.
Secondo il sindacato Nursing Up gli infermieri sono tra i professionisti più esposti alla violenza nei luoghi di cura. Servono sicurezza reale, organici adeguati e norme più efficaci.
Nella Giornata nazionale contro la violenza sul personale sanitario, il ministro Schillaci e il presidente FNOMCeO Anelli richiamano la necessità di proteggere medici e operatori.
Dopo l’analisi che stima fino al 50% del tempo degli oncologi assorbito da attività amministrative, il tema arriva in Parlamento e coinvolge anche le associazioni dei pazienti.
Un’analisi del Cipomo stima il tempo che gli oncologi dedicano ad attività amministrative: 19 ore settimanali. Un carico che incide sulla relazione di cura e riapre il tema della riorganizzazione del lavoro.
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