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Ex specializzandi: la Corte di Giustizia Europea dice sì alla rivalutazione degli interessi e stop alla prescrizione

Professione | Redazione DottNet | 08/03/2022 12:03

Con l'ultima sentenza sono stati confermati i rimborsi agli ante ‘82

La Corte di Giustizia Europea interviene sulla vicenda dei medici ex specializzandi:  i giudici di Strasburgo hanno confermato il diritto all’adeguata remunerazione ai medici iscritti prima del 1982 al corso di specializzazione e al conseguente rimborso per risarcimento danni solo in riferimento agli anni di frequenza a partire dal 1983.  La sentenza crea i presupposti giuridici per un nuovo orientamento delle Corti nazionali chiamate a pronunciarsi nelle cause causate dalla mancata attuazione delle direttive Ue in materia da parte dello Stato italiano poiché sono centinaia di migliaia i medici che si sono specializzati tra il 1978 ed il 2006 senza l’adeguata remunerazione. Tra l'altro questa pronuncia varrà anche in tutti gli altri giudizi nei quali si tratta delle questioni relative agli iscritti prima del 1982.

Riguardo il tema della rivalutazione e degli interessi, va ricordata la presa di posizione della Commissione Europea che nelle memorie aveva anche affermato che il diritto al risarcimento del danno ricomprende il danno emergente, il lucro cessante, gli interessi (cd. compensativi: secondo un tasso congruo e le perdite supplementari che essi possano provare). Secondo la Commissione Europea le norme comunitarie (art. 288 TFUE e art. 43 TUE) si oppongono in particolare a una disposizione nazionale quale quella dell'articolo 11 comma 1, ultima frase della legge 370/99 secondo cui non si dà luogo al pagamento di interessi e di importi per rivalutazioni monetarie. Un particolare che porterà a congrui risarcimenti.

Quanto affermato dalla Commissione Europea potrà incidere, inoltre, in merito al tema della decorrenza della prescrizione, atteso che proprio la legge n. 370/99, ritenuta in contrasto con le norme comunitarie, era stata sino ad ora ritenuta dalla Cassazione quale termine di inizio dei dieci anni. Alla luce di tali importanti novità, nei giudizi ancora pendenti presso le Corti italiane si insisterà con maggior forza affinché la questione sull’ammontare del risarcimento, sulla rivalutazione e gli interessi, nonché sulla prescrizione venga rimessa dinanzi alla Corte di Giustizia Europea in modo che quest’ultima – anche su tali questioni - si pronunci sulla corretta applicazione delle norme comunitarie.

 

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