
Sembrava tutto fatto, e invece all'ulitmo minuto è arrivato un altro stop alle polizze per ospedali e medici. Il nodo è arrivato dall'introduzione del sistema bonus/malus prevista dal regolamento del ministero ma che non era stata indicata dalla legge Gelli, in base al quale il premio assicurativo aumenta in caso di sinistro. Il sistema, mutuato da quanto avviene nel mondo dell'auto, non si adatterebbe al business pluriennale dell’assicurazione sanitaria, caratterizzato spesso da contenzioso legale. D'altra parte anche l'Ania, l’associazione delle assicurazioni, si è detta favorevole alle norme ma ha sollevato dubbi di eccesso di delega sul regolamento dello Sviluppo Economico. Un documento che crea confusione anche su altri aspetti, dalle eccezioni opponibili dalle assicurazioni al diritto di recesso, e ora i giudici amministrativi vogliono vederci chiaro.
Insomma è un cammino lungo, a quanto pare, considerato pure il business stimato in oltre 600 milioni di premi raccolti ogni anno dalle compagnie per assicurare strutture sanitarie, pubbliche e private, ma anche medici e infermieri.
Secondo il Consiglio di Stato c’è però più di qualche aspetto, in quel regolamento, che merita di essere meglio definito. «È indispensabile un maggior approfondimento su alcuni degli aspetti più controversi, in ordine ai quali anche l’Ivass, nella nota allegata risalente al luglio 2019, ha manifestato perplessità», si legge nel documento dei giudici amministrativi dove si aggiunge che viene sospesa «l’espressione del parere in attesa degli adempimenti». E sul punto del bonus-malus si è bloccato l'iter. Adesso occorre adeguare il capitolo secondo le indicazioni arrivate dal Consiglio di Stato. Ma per farlo occorrerà altro tempo.




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