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Polizze assicurative per i medici, stop dal Consiglio di Stato: tutto da rifare

Il regolamento appena preparato è stato congelato per alcune incongruenze come l'introduzione del bonus malus
Professione

Sembrava tutto fatto, e invece all'ulitmo minuto è arrivato un altro stop alle polizze per ospedali e medici. Il nodo è arrivato dall'introduzione del sistema bonus/malus prevista dal regolamento del ministero ma che non era stata indicata dalla legge Gelli, in base al quale il premio assicurativo aumenta in caso di sinistro. Il sistema, mutuato da quanto avviene nel mondo dell'auto, non si adatterebbe al business pluriennale dell’assicurazione sanitaria, caratterizzato spesso da contenzioso legale. D'altra parte anche l'Ania, l’associazione delle assicurazioni, si è detta favorevole alle norme ma ha sollevato dubbi di eccesso di delega sul regolamento dello Sviluppo Economico. Un documento che crea confusione anche su altri aspetti, dalle eccezioni opponibili dalle assicurazioni al diritto di recesso, e ora i giudici amministrativi vogliono vederci chiaro.

Insomma è un cammino lungo, a quanto pare, considerato pure il business stimato in oltre 600 milioni di premi raccolti ogni anno dalle compagnie per assicurare strutture sanitarie, pubbliche e private, ma anche medici e infermieri.

Sono più di cinque anni che il comparto è in attesa di regole precise sui requisiti minimi che devono avere le polizze e su come gli ospedali possono decidere di gestire il proprio rischio di malpractice, evitando il ricorso a un’assicurazione. E la svolta senbrava finalmente arrivata, almeno fino a quando una pronuncia arrivata nei giorni scorsi dal Consiglio di Stato ha di nuovo congelato tutto. I giudici amministrativi – secondo quanto previsto della legge Gelli – dovevano esprimere il loro parere sul regolamento del ministero dello Sviluppo Economico che dà attuazione al testo e che a febbraio scorso aveva già incassato il parere positivo della Conferenza Stato Regioni.

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Secondo il Consiglio di Stato c’è però più di qualche aspetto, in quel regolamento, che merita di essere meglio definito. «È indispensabile un maggior approfondimento su alcuni degli aspetti più controversi, in ordine ai quali anche l’Ivass, nella nota allegata risalente al luglio 2019, ha manifestato perplessità», si legge nel documento dei giudici amministrativi dove si aggiunge che viene sospesa «l’espressione del parere in attesa degli adempimenti». E sul punto del bonus-malus si è bloccato l'iter. Adesso occorre adeguare il capitolo secondo le indicazioni arrivate dal Consiglio di Stato. Ma per farlo occorrerà altro tempo.

Professione
Commenti
RB
Roberto Bruno
La probabilità di creare danno e morte come professionisti è minore che come automobilisti ma i prezzi sono sproporzionati. NESSUNO PARLA DEL PREZZO DEL PREMIO ASSICURATIVO CHE E' SPROPORZIONATO E PALESEMENTE SPECULATIVO.
Rispondi
25/06/2022 12:24

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