
Gismondo: "E' auspicabile che un provvedimento di questo tipo venga varato, e anche in fretta. Abbiamo aspettato pure troppo"
Nuove regole per allentare l'isolamento delle persone positive a Covid in Italia potrebbero arrivare a breve. Fra le ipotesi al vaglio: la possibilità in assenza di sintomi di sottoporsi al tampone di fine isolamento prima dei 7 giorni attualmente obbligatori. Il test si potrebbe eseguire già dopo 48 ore senza sintomi e, in caso di esito negativo, tornare subito liberi di uscire. A quanto apprende l'Adnkronos Salute, è questo uno degli argomenti di cui si è discusso con le Regioni e, una volta definiti i punti, il prossimo passo sarebbe la predisposizione di una circolare del ministero della Salute che metta nero su bianco il nuovo corso. Sebbene sia ancora da discutere la versione finale delle nuove regole, fra le altre ipotesi che si stanno valutando c'è anche quella di ridurre la durata massima dell'isolamento a 10-15 giorni dagli attuali 21.
Una quarantena 'light' per le persone positive a Covid? "E' auspicabile che un provvedimento di questo tipo venga varato, e anche in fretta. Abbiamo aspettato pure troppo" per la microbiologa Maria Rita Gismondo. "Bisogna cambiare regole velocemente per tantissimi motivi", spiega all'Adnkronos Salute, sottolineandone in particolare due: da un lato "è inutile stare isolati per una tipologia di virus, come quella attuale, che causa una patologia così blanda"; dall'altra parte "è necessario che la gente non si assenti così tanto dal lavoro. In ambito sanitario, ad esempio, per questo motivo stiamo veramente vivendo momenti di grande crisi". Commentando l'ipotesi di una circolare del ministero della Salute, che allenti le norme oggi in vigore per l'isolamento dei contagiati da Sars-CoV-2, la direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell'ospedale Sacco di Milano osserva che "si tratta di tipologie di misure adottate già da tempo in altri Paesi europei". Nella gestione di Covid-19 è da inizio pandemia che "l'Europa va sempre in ordine sparso", precisa Gismondo. "Come se avessimo un virus italiano diverso da quello tedesco, a sua volta diverso da quello francese o da quello inglese, e così via", chiosa l'esperta.
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