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Operazione Pangea, farmaci illegali: oscurati 4mila siti Internet

Farmaci Redazione DottNet | 22/07/2022 16:39

Tre milioni di unità di farmaci e dispositivi medici sequestrati e oltre 4 mila siti internet chiusi

 La polizia ha oscurato e reso irraggiungibili 4mila siti internet dediti al commercio di farmaci contraffatti o illegali. I decreti di sequestro, emessi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona, hanno consentito di interrompere l'attività e hanno impedito la vendita di tre milioni di unità di farmaci non autorizzati alle famiglie italiane.

Si tratta di un'operazione internazionale ad alto impatto, promossa dal Segretariato Generale Interpol di Lione nell'ambito dell'"Illicit Goods and Global Health Programme", coordinata dalla Direzione Centrale Polizia Criminale - Servizio Cooperazione Internazionale di Polizia, e realizzata con la collaborazione di un elevatissimo numero di Paesi a livello mondiale.

Dietro l'oscuramento dei siti si mira a sensibilizzare l'opinione pubblica sulla pericolosità dell'acquisto di farmaci venduti attraverso canali non ufficiali, con particolare riferimento a quelli utilizzati per la cura del Covid.

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Tutti i siti oscurati, che risultano registrati e ospitati presso server esteri, erano regolarmente indicizzati sui motori di ricerca e consegnavano sul territorio italiano, farmaci per i quali risulta necessaria la preventiva prescrizione medica.

L’operazione – spiega l’Agenzia – ha consentito di raccogliere spunti investigativi relativi al traffico internazionale di farmaci ad alto costo provenienti dal nostro Paese. In particolare, è stato possibile intercettare spedizioni di medicinali che, oltre a essere illegali e avviate da soggetti non autorizzati, venivano effettuate in difformità alla prescritta temperatura controllata di conservazione, prefigurando notevoli rischi per la salute qualora somministrati”. Le attività di controllo in Italia sono state effettuate presso i maggiori hub aeroportuali dei Corrieri espresso e delle Poste. Qui sono state condotte verifiche congiunte da parte di team misti, composti da personale di Adm, militari dei Nuclei dei Carabinieri Nas e uffici Usmaf, coadiuvati dall’Ufficio investigazioni della Direzione antifrode Adm e dal Nucleo Carabinieri Aifa con il supporto dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa).

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