
Negli ospedali aderenti del network Bollini Rosa e nei centri antiviolenza saranno disponibili servizi gratuiti rivolti alla popolazione femminile per supportare coloro che sono vittime di violenza fornendo strumenti concreti e indirizzi a cui rivolg
Negli ospedali aderenti del network Bollini Rosa e nei centri antiviolenza saranno disponibili servizi gratuiti rivolti alla popolazione femminile per supportare coloro che sono vittime di violenza fornendo strumenti concreti e indirizzi a cui rivolgersi per chiedere aiuto
Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne il 25 novembre, lancia la seconda edizione dell’(H)-Open Week che si terrà dal 21 al 26 novembre con l’obiettivo di supportare coloro che sono vittime di violenza e incoraggiarle a rompere il silenzio, fornendo strumenti concreti e indirizzi a cui rivolgersi per chiedere aiuto. Gli oltre 170 ospedali del network Bollini Rosa e centri antiviolenza aderenti all’iniziativa offriranno gratuitamente alla popolazione femminile consulenze, visite, colloqui, info point, e materiale informativo.
Questa iniziativa si inserisce all’interno della campagna di comunicazione e sensibilizzazione "La violenza ha molti volti: nessuna maschera per combatterla", ideata da Fondazione Onda con Nicla Vassallo nel corso del 2021 al fine di incoraggiare una presa in carico concreta di questo dramma da parte di Istituzioni, donne, uomini, media e società civile, nonché fornire alle donne degli strumenti concreti in loro aiuto.
"La violenza di genere è una grave emergenza sociale che necessita della massima attenzione e per prevenire e proteggere le vittime di violenza servono iniziative mirate per far sì che le donne chiedano aiuto da subito", afferma Francesca Merzagora, Presidente Fondazione Onda. "Attraverso questo (H)-Open Week vogliamo avvicinare le donne alla rete di servizi antiviolenza che dispongono di percorsi di accoglienza protetta e progetti di continuità assistenziale e di sostegno".
Ben l’85 per cento delle persone in Italia ritengono che la violenza sulle donne rappresenti a tutti gli effetti un allarme nella società attuale. È questo uno dei dati che emergono da un’indagine sulla percezione delle campagne contro la violenza sulle donne, realizzata per l’occasione da Fondazione Onda in collaborazione con l’Istituto di ricerca Elma Research su un campione di 472 persone provenienti da tutta Italia. Fra le diverse forme di violenza sono quella sessuale (75 per cento), quella fisica (63 per cento) e quella psicologica/verbale (61 per cento) ad essere ritenute le più gravi. Ma quali sono i principali canali informativi in tema di violenza verso le donne? Secondo gli intervistati la televisione (73 per cento) e la stampa (64 per cento), mentre solo a un secondo livello si collocano i social network (46 per cento) e i canali istituzionali (39 per cento). L’83 per cento degli intervistati ritiene che di questo tema si dovrebbe parlare di più, soprattutto sui canali istituzionali (58 per cento), nei luoghi di lavoro (55 per cento), da parte del personale sanitario (54 per cento) e anche a scuola (non compresa fra le opzioni del questionario, ma indicata come risposta libera da ben l’11 per cento degli intervistati). Dati questi che fanno riflettere su quanto gli intervistati ritengano sia necessario un maggiore coinvolgimento di canali ufficiali, come quelli Istituzionali, nel discorso pubblico sul tema, anche con interventi più concreti che vadano oltre l’esposizione mediatica della tematica, ritenuta alta, ma di per sé insufficiente. E anche in tema di tipologia di campagne, che gli intervistati ritengono utili più per aiutare le vittime che non per dissuadere i carnefici, dall’indagine emerge l’importanza di incrementare campagne che abbiano un obiettivo concreto, supportando appunto le vittime, quali la divulgazione di gesti di SOS riconosciuti come richiesta di aiuto (72 per cento) e di numeri antiviolenza (79 per cento).
"Per quanto se ne parli, non se ne parla mai abbastanza della violenza contro le donne, in particolare nelle scuole, come emerge anche dall’indagine", dichiara Carola Salvato, Fondatrice e Presidente di Global Women in PR Italia. "Dalla violenza fisica, sessuale, economica, allo stalking, il comune denominatore è spesso la mancanza di educazione, oltre al disagio socio-economico. Intervenire a scuola è fondamentale per allenare le prossime generazioni ad una cultura della consapevolezza sull’impatto della violenza e che sia inclusiva del rispetto e dell’amore nei confronti delle donne".
I servizi offerti sono consultabili sul sito www.bollinirosa.it dove è possibile visualizzare l’elenco dei centri aderenti con indicazioni su date, orari e modalità di prenotazione. Per accedere al motore di ricerca basta cliccare sul banner "Consulta i servizi offerti" posto in Home Page.
L’iniziativa è realizzata con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Consiglio Nazionale delle Ricerche, di DonnexStrada, Fondazione Libellula, e Rifiorire Insieme E.T.S. e con il contributo incondizionato di Aurobindo Pharma Italia, Boheringer Ingelheim Italia, Havas Life Italy e Korian.
L'ultima presa di posizione dell'amministrazione Trump contro lo Iarc è solo l’ultima frattura tra due mondi sempre più lontani. Ora anche nelle politiche sanitarie.
Da Aiop e Regione nuova difesa dell’integrazione tra pubblico e privato come punto di forza del modello lombardo. Ma tra finanziamenti pubblici, accreditamenti e gestione delle criticità, resta aperto il tema della governance reale del sistema
Sono 13 milioni gli italiani con almeno due patologie. La multimorbilità cresce con l’età e si concentra negli over 75.
Focus dell’Ufficio parlamentare di bilancio: aumenta la spesa privata e triplicano gli iscritti ai fondi sanitari, con effetti sull’equità del sistema.
Dopo l'atto di indirizzo delle Regioni e l'apertura della trattativa con i medici di famiglia, intervengono anche pediatri e sindacati. Al centro del confronto organizzazione, competenze e modelli operativi.
Approvato l'atto di indirizzo per il rinnovo dell'ACN della medicina generale. Prevista attività nelle Case di Comunità fino a 6 ore settimanali e apertura del confronto sul contratto 2025-2027.
Il sindacato interviene nel dibattito sulle Case di Comunità e avverte le Regioni: i dirigenti medici e sanitari non possono essere spostati dagli ospedali alle nuove strutture territoriali con disposizioni unilaterali.
A due settimane dalla scadenza del PNRR, medici di famiglia e ospedalieri convergono sulla necessità di una soluzione condivisa.
Commenti