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In calo le retribuzioni del personale sanitario, va meglio per la dirigenza medica

Le retribuzioni dei medici aumentano del +1,22% (1.042 euro) e quelle dei veterinari del + 1,25% (1.119 euro)
Professione

Come abbiamo pubblicato ieri sulle destinazioni preferite dai medici e sui relativi guadagni, oggi esaminiamo l'andamento delle retribuzioni del personale sanitario. E scopriamo che finito l’effetto degli arretrati per il contratto 2016-2018, le retribuzioni regrediscono sensibilmente: in assoluto il calo generale è del -0,82% (-351 euro lordi l’anno pro-capite), ma per alcune categorie, del personale dirigente e per i dirigenti delle professioni sanitarie, il calo è più marcato e va dal -1,52 per i profili del ruolo tecnico al -11,12 per quelli del ruolo professionale. In attesa che arrivi il nuovo contratto  2019/2021 che con un incremento di spesa di 584,58 milioni, che divisi fra i quasi 135mila medici e dirigenti sanitari interessati dall’intesa produrranno al netto degli oneri riflessi un aumento intorno ai 210 euro lordi al mese.

A cui vanno aggiunte ulteriori risorse per oltre 127 milioni di euro, che fanno salire gli effetti economici medi intorno a quota 283 euro.

Intanto, però, le retribuzioni frenano. Nel ruolo sanitario il calo maggiore del -2,23% (775 euro annui lordi medi procapite) è degli infermieri, il minore del -1,53% (476 euro) dei profili della riabilitazione. I dirigenti delle professioni sanitarie, che rappresentano la punta più avanzata con contratto della dirigenza delle categorie del comparto, registrano il -6,09% (-4.378 euro annui lordi medi procapite). Al contrario, come riporta Quotidiano Sanità, anche se con valori più contenuti, aumentano le retribuzioni della dirigenza. In media del +1,12% (938 euro), con la crescita maggiore per i dirigenti sanitari non medici del +5,85% (4.262 euro) e quella minore degli odontoiatri con il +0,47% (342 euro). Le retribuzioni dei medici aumentano del +1,22% (1.042 euro) e quelle dei veterinari del + 1,25% (1.119 euro).

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La Ragioneria dello Stato sottolinea che il valore della retribuzione media ha registrato un andamento costante anche per il blocco della contrattazione nel periodo 2010/2015, che ha lasciato invariate le retribuzioni del personale dipendente. Le variazioni registrate nella retribuzione media dopo il 2012, sono da imputarsi alla diversa composizione del personale a seguito delle cessazioni dal servizio, solo in parte ricoperte da nuove assunzioni, per effetto delle limitazioni imposte al turn over. Ad analoghe conclusioni si giunge analizzando i rapporti tra le retribuzioni nelle varie macrocategorie di personale, che appaiono costanti lungo tutto l’arco temporale considerato. L’aumento della retribuzione media nel 2019 per i dirigenti medici e non medici (farmacisti, biologi, chimici…) è dovuto al rinnovo contrattuale triennio 2016-2018 sottoscritto a dicembre 2019, considerato che per gli enti del SSN la rilevazione del costo di personale avviene secondo il criterio della competenza economica. Dal grafico, comunque, si nota il leggero aumento tra il 2020 e 2021 per i dirigenti sanitari e lo stallo o la diminuzione per le altre categorie.

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