Nordio: la medicina difensiva logora l'Ssm e le finanze. Allo studio nuove norme sulla responsabilità medica
"Sono 20 anni che mi batto anche sulla necessità di ridurre la responsabilità dei medici sia nella diagnosi che negli interventi operativi. La medicina difensiva comporta problemi che ricadono sui pazienti"

Redazione DottNet · 07/06/2024 12:22
Durante il 46° Congresso della Simla intitolato “La Medicina Legale, un ponte verso il futuro della Sanità italiana”, il ministro della giustizia Carlo Nordio è intervenuto sulla medicina difensiva. “La Commissione per lo studio e l’approfondimento delle problematiche relative alla colpa professionale medica, ha compiuto un ottimo lavoro. Ha consegnato la relazione i cui risultati studieremo con altri membri del governo per rivedere a fondo la problematica che coinvolge in senso ampio la responsabilità del medico”.
Così ha esordito il ministro in collegamento con Catania. Poi il focus sulla medicina difensiva che “da qualche decennio sta logorando il nostro sistema sanitario e le nostre finanze. Dipende proprio dalla legislazione vigente sia civile che penale e anche da un’interpretazione estremamente severa. È stata un po’ mitigata negli ultimi anni anche per interventi legislativi e contributi dottrinari, tra i quali mi annovero, perché sono 20 anni che mi batto anche sulla necessità di ridurre la responsabilità dei medici sia nella diagnosi che negli interventi operativi.
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La medicina difensiva comporta una serie di
problemi che ricadono sui pazienti con esami spesso inutili e costosi. Talvolta pericolosi perché
invasivi – ma in gran parte anche sul
Ssn“. Il ministro ha ricordato anche il tema delle
liste d’attesa e il decreto legge appena approvato dal governo. Oltre un migliaio di partecipanti al
Congresso della Società italiana di Medicina legale a Catania la cui apertura è stata moderata dal presidente, Franco
Introna. L’evento, presieduto da Lucio
Di Mauro, segretario nazionale della Società Scientifica, e da Antonella
Agodi, ha beneficiato della collaborazione della Cattedra di Medicina Legale dell’Università degli Studi di Catania.