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Giovanni Migliore riconfermato per un nuovo triennio presidente della Fiaso

Sanità pubblica Redazione DottNet | 01/07/2024 16:39

"Punterò su internazionalizzazione, sostenibilità del Ssn, contrasto alle diseguaglianze di accesso e intelligenza artificiale"

Giovanni Migliore è stato riconfermato all’unanimità per acclamazione alla guida della Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere (Fiaso) per il prossimo triennio al termine dell’assemblea degli associati che si è svolta presso il Salone del Commendatore del Complesso Monumentale Santo Spirito in Sassia a Roma.

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Migliore, laureato in medicina e specializzato in management sanitario, ha ricevuto in questi giorni una laurea honoris causa per lo sviluppo e la gestione dell’innovazione medica dall’università statale di Tirana ed è alla guida della Fiaso dal 2021. Attualmente è direttore generale dell’Agenzia regionale strategica per la salute e il sociale - AReSS Puglia, docente di “direzione strategica delle aziende sanitarie” nella Scuola di Medicina dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, ha una decennale esperienza di “management” alla guida di grandi aziende sanitarie pubbliche ed una particolare competenza nelle aree dei sistemi informativi, del disegno e gestione del cambiamento organizzativo nell’ambito di progetti complessi e nella pianificazione strategica. “Ringrazio i colleghi che hanno rinnovato la fiducia a questa presidenza. La Fiaso – ricorda Migliore – in questi ultimi tre anni ha raggiunto il più elevato tasso di crescita della sua storia, oggi rappresenta nove aziende sanitarie e ospedaliere pubbliche su dieci ed ha consolidato il suo ruolo istituzionale, diventando protagonista nel dibattito pubblico e nei tavoli con i decisori politici. Offrendo sempre un contributo costruttivo e proposte operative, in gran parte accolte, come ad esempio nel recente decreto ministeriale sulle liste d’attesa”.

“In un momento particolarmente delicato per la sanità pubblica, nel prossimo futuro abbiamo la responsabilità di affrontare i temi dell’internazionalizzazione, della sostenibilità del Ssn e soprattutto del contrasto alle diseguaglianze di accesso, con un particolare focus sul contributo delle nuove tecnologie di calcolo numerico e di comunicazione in sanità, come l’intelligenza artificiale.”  “Le aziende sanitarie sono un modello di successo ed assicurano da trent’anni sostenibilità alla sanità pubblica italiana e la nostra federazione ne è la migliore espressione - continua Migliore – anche durante la pandemia, Fiaso con la rete degli ospedali sentinella ha contribuito a dare la giusta dimensione alle ricadute dei contagi Covid sul sistema sanitario, e ha disegnato e anticipato indicazioni per scelte organizzative orientate al recupero delle prestazioni e dei servizi a favore dei cittadini. Ma soprattutto mi piace ricordare 'l’emendamento Fiaso’ proposto per assumere e stabilizzare gli operatori sanitari reclutati durante il Covid, recepito nella legge di bilancio del 2022 e ancora quest'anno prorogato. È servito per offrire certezza lavorativa a migliaia di operatori sanitari e a dare una boccata d’ossigeno alle aziende sanitarie, chiamate a fare i conti con una carenza stimata di 43mila medici e 60mila infermieri nei prossimi 5 anni”.

“Oggi non abbiamo molte risorse, ma proprio per questo abbiamo bisogno di ottimi manager, come sempre quindi ci mettiamo a disposizione del Paese, ma è più che mai è indispensabile cambiare le regole, per sostenere l’innovazione e per assicurare le cure primarie a milioni di cittadini, ripartendo dalla centralità del paziente e mettendo in atto un sistema assistenziale che non rincorra esclusivamente l’erogazione di prestazioni, ma centrato sulla prevenzione e sul reale valore della cura”. “Nei prossimi anni - conclude – entrerà nel vivo l’attuazione della Missione salute del PNRR, siamo chiamati ancora a spendere, presto e bene, circa 15 miliardi, sono risorse preziose che devono aiutarci a ridare equità al sistema sanitario, per facilitare l'accesso alle cure, soprattutto per le popolazioni in aree remote o con limitata disponibilità di servizi sanitari”.

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