
Abstract
La tosse rappresenta una risposta fisiologica essenziale per proteggere e mantenere libere le vie aeree, ma può evolvere in un sintomo cronico che compromette significativamente la qualità della vita. I meccanismi fisiologici alla base della tosse comprendono l’attivazione di recettori sensoriali in risposta a stimoli meccanici e chimici, che conducono alla caratteristica sequenza di eventi respiratori. La classificazione in tosse acuta, subacuta e cronica facilita l’approccio diagnostico e gestionale, con particolare attenzione alle emergenze nei casi acuti.
La tosse è una risposta fisiologica a stimoli meccanici e chimici dovuta all’irritazione di recettori situati principalmente nell’epitelio delle vie respiratorie superiori e inferiori, nel pericardio, nell’esofago, nel diaframma e nello stomaco.[1]
Un ampio arco riflesso attraverso i nervi motori vaghi, frenici e spinali dei muscoli espiratori genera uno stimolo inspiratorio ed espiratorio forzato per liberare le vie aeree.[1]
La tosse è innescata dall’attivazione delle fibre nervose sensoriali vagali in risposta a sostanze chimiche irritanti (attraverso canali ionici come TRPA1 e TRPV1) e a stimoli meccanici che generano potenziali d’azione.[2] L’induzione del pattern motorio della tosse è spesso legata a un’azione riflessa, iniziata dal rilevamento sensoriale di stimoli irritanti nelle vie aeree che portano all’attivazione mediata dal tronco encefalico delle vie motorie della tosse.[3] Tuttavia, questa può anche essere un atto puramente volontario, avviato in assenza di stimoli sensoriali periferici.[3]
Una tosse tipica consiste in tre fasi respiratorie:[3]
Alcuni tipi di tosse possono non includere una fase inspiratoria, soprattutto durante attacchi ripetitivi.[3]
La tosse è uno dei sintomi più comuni che spingono le persone a rivolgersi alle cure primarie ed è uno dei principali disturbi dei pazienti che si recano presso gli ambulatori di pneumologia o di allergologia.[3] La valutazione iniziale ha l’obiettivo di classificare la durata e la gravità della presentazione clinica, seguendo le linee guida dell’American College of Chest Physicians (ACCP), che suddividono le condizioni in tre categorie basate sulla durata:[3]
Nella fase acuta, quando sono presenti caratteristiche pericolose per la vita, come il peggioramento acuto della dispnea, l’aumento della produzione di espettorato, l’emottisi, la febbre e la perdita di peso, la gestione delle eziologie sottostanti diventa una priorità urgente.[1]
La tosse subacuta o cronica può diventare un sintomo fastidioso che compromette significativamente la qualità della vita, talvolta persistendo per mesi o anni dopo il trattamento.[1]
Si ritiene che la tosse cronica umida sia associata a diagnosi caratterizzate dalla produzione di muco, come la bronchite cronica, la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e le bronchiectasie.3 L’andamento della tosse cronica può essere caratterizzato da un decorso altalenante nell’arco di settimane o mesi.[3]
Gli adulti con tosse cronica spesso mostrano segni caratteristici di ipersensibilità alla tosse. Clinicamente, questo si presenta come:[3]
Molti pazienti con tosse cronica, oltre a mostrare segni di ipersensibilità alla tosse, presentano anche un’ipersensibilità laringea.[3] L’ipersensibilità e la disfunzione laringea si presentano spesso con tosse cronica associata a disfunzione delle corde vocali, disfonia muscolo-tensiva e globus (sensazione di “nodo” in gola).[3]
La tosse cronica negli adulti è comunemente associata ad asma, bronchite eosinofila non asmatica, GERD, patologie delle vie aeree superiori (comprese le malattie nasali e sinusali) e disfunzioni laringee.[3] Tuttavia, la tosse cronica non si verifica in tutti i pazienti con queste malattie, suggerendo che sono coinvolti altri processi fisiopatologici.[3] L’eziologia specifica dell’ipersensibilità alla tosse e della tosse cronica è probabilmente diversa sia tra i gruppi di pazienti sia all’interno di essi, il che indica l’esistenza di endotipi unici di tosse.[3]
In sintesi, la tosse rappresenta una risposta fisiologica complessa e fondamentale per la protezione delle vie aeree, ma può evolvere in un sintomo persistente che impatta significativamente la qualità della vita, soprattutto nei casi di tosse cronica.[1]
La sua classificazione in acuta, subacuta e cronica permette un primo approccio diagnostico e clinico, con particolare attenzione alle condizioni che richiedono interventi urgenti, come nei casi di tosse acuta associata a manifestazioni critiche.[1]
Nei pazienti con tosse cronica, l’ipersensibilità alla tosse emerge come un elemento centrale, frequentemente associato a disfunzioni laringee e a condizioni sottostanti quali asma, GERD, bronchite eosinofila non asmatica e patologie delle vie aeree superiori.[3] Tuttavia, l’eziologia della tosse cronica non è uniforme, suggerendo la presenza di endotipi distinti e richiedendo un approccio diagnostico e terapeutico personalizzato.[3] Una valutazione più accurata di questa eterogeneità potrebbe identificare chiari endotipi, consentendo così approcci più personalizzati alla gestione della tosse.[3]
Referenze:



Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.
Lorem Ipsum dolor sit amet faucibus in tincidunt.
Lorem Ipsum dolor sit amet
Lorem Ipsum dolor sit amet consectetur.