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Accesso a Medicina, la ministra Bernini: Ho abolito il numero chiuso come lo si conosce e non c’è più il test

La ministra ha chiarito i dubbi sull'abolizione del test di ingresso di medicina: "Sto aumentando progressivamente il numero"
Professione

Domenica 24 marzo il Ministro Bernini ha partecipato alla trasmissione Che tempo che fa e qui ha illustrato la sua riforma e spiegato le motivazioni che sono alla base di quella che è una vera e propria rivoluzione. In questa occasione ha dichiarato che "Non c’è sicuramente più il test di medicina. Quando sono arrivata ho trovato una situazione un po’ iniqua, ossia un test che non era particolarmente selettivo sulla base de merito, io non ho voluto fare il colpo di teatro di portarle alcune delle domande che immagino tutti conosciate a memoria (quella della gazza, Nilla Pizzi,..), ecco l’iniquità stava nel fatto che alcune studentesse e alcuni studenti non hanno passato il test di medicina per questo motivo." Non sono in grado di dirle se quelle domande siano state determinante dell’errore, però mi è capitato di vedere in giro per il mondo studenti e studentesse qualificatissimi che non avevano passato il test di medicina, quindi evidentemente il test non era sufficientemente caratterizzante. Il Ministro Bernini si è anche pronunciata sul business che è cresciuto intorno ai test e ha dichiarato che: "stiamo scardinando un sistema che ha costretto famiglie a mandare i figli a studiare all'estero.

L’idea era anche quella, molto più forte dell’esigenza di fare di test buoni, di eliminare un’altra iniquità oscena, cioè il mercato di formazione privata che si è creato negli anni, 20mila, 30mila, 50mila euro che venivano pagato per prepararsi non su delle materie, ma su dei test.

 Quello è un elemento che noi abbiamo voluto togliere di mezzo e che generava un ulteriore fenomeno, che è quello del turismo universitario forzato. Chi non superava il test spesso o si parcheggiava da qualche altra parte o, peggio ancora, pagando rate altissime, andava in Albania, Bulgaria, Romania. Io sono qui a parlare con voi, ma io vorrei mandarle tutte le mail di genitori e studenti, così vedrebbe quanto è importante che la formazione sia una formazione universitaria e non di test. Non è vero che non ho abolito il numero chiuso, ho abolito il numero chiuso così come lo si conosce ora e non ho posticipato il test a 6 mesi, ma ho creato un semestre caratterizzante in cui si studiano tre materie, a cui vengono attribuiti crediti formativi, e sto aumentando progressivamente il numero, quindi non è chiuso in questo momento, ma è aumentato in maniera programmata, sostenibile e irreversibile”. Così il Ministro dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini a Che tempo che fa.  “Esiste un numero che si apre progressivamente […] Io ho già dato fondi alle università ovviamente, più di 20 milioni nel 2024,  perché organizzassero i loro laboratori e le loro strutture e continuerò a dare fondi proprio perché loro si allarghino di conseguenza. Non esistono riforme a costo zero, e questa è una riforma molto importante, quindi io non posso aprire all’improvviso perché scasserei il sistema, devo aprire in maniera progressiva, ogni anno aggiungendo dei posti in più”.

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Roberto Burioni ha commentato la riforma dei test di Medicina durante la trasmissione Che Tempo che fa, esprimendo il suo accordo con il Ministro riguardo alla necessità di riformare un sistema di preparazione che, secondo lui, ha drenato risorse significative dalle famiglie. “È molto positivo che non ci sia più questo mercato di preparazione”, ha affermato Burioni, sottolineando che ora gli studenti hanno l’opportunità di esplorare il campo della medicina senza pressioni esterne. Tuttavia, Burioni ha anche sollevato preoccupazioni riguardo al numero di studenti che si troveranno a frequentare i corsi. Con l’accesso garantito per i primi sei mesi a tutti coloro che avrebbero sostenuto il test quest’anno, i professori potrebbero trovarsi a gestire classi molto più numerose del previsto. “Immaginate un esame di fisica medica che passa da 200 a 800 studenti“, ha avvertito, ponendo interrogativi pratici su come gestire un simile afflusso. Burioni ha sottolineato che la medicina è una facoltà pratica, paragonandola all’apprendimento dello sci: “Non ci sono scuole di sci a Taormina, perché ci vuole la neve per imparare a sciare”. Sebbene le materie del primo semestre non siano necessariamente pratiche, la sfida rimane nel garantire che gli studenti ricevano un’istruzione di qualità in un contesto che potrebbe diventare rapidamente sovraffollato.

Professione
Commenti
?
Nel 2011 Alberto Zangrillo, medico di Berlusconi e fratello dell'attuale ministro della Pubblica Amministrazione, criticava il numero chiuso a Medicina perche' suo figlio non aveva superato l'esame di ammissione.
Rispondi
31/03/2025 14:25
GP
Giuseppe Persico
tutto va bene è importante non ricadere nel limbo delle facili raccomandazioni
Rispondi
28/03/2025 12:50
TS
Titolare Parafarmacia DIETOSAN S.A.S.
SONO D'ACCORDO CN LA MINISTRA
Rispondi
27/03/2025 16:54
AC
Alfredo Costa
Davvero una riforma assolutamente inutile. Numero chiuso persistente, e agonia ritardata di 6 mesi dopo quiz su quiz del tutto impersonali, e su materie impartite per via telematica. Infine, uno studente iscritto a Torino, dopo 6 mesi con ogni probabilità si ritroverà a Sassari o ad Enna... davvero una vergogna nazionale, nella quale includerei anche quei giornalisti che per ignoranza o malafede parlano di abolizione del numero chiuso
Rispondi
26/03/2025 14:01
2 Risposte
MR
Mariacarmela Reitano
Neppure questa è una soluzione, si rimanda solo la selezione. Come il test di ingresso non è in grado di selezionare chi potrebbe essere un buon medico altrettanto non lo sono gli esami al momento indicati ( se ho capito bene sono fisica chimica e biologia). Chi è medico oggi ed è a contatto con i pazienti mi dica quanto determinanti siano queste materie nel lavoro di tutti i giorni!
26/03/2025 11:06

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