
Uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Journal of Infection evidenzia come le microonde non termiche possano inattivare efficacemente virus respiratori, tra cui SARS-CoV-2, influenza H1N1 e H5N1, aprendo nuove strade per strategie di prevenzione e controllo delle infezioni in ambienti chiusi. La ricerca, a firma di Silvio Brusaferro, Laura Brunelli, Luca Arnoldo, Guglielmo Arzilli, Alberto Sangiovanni-Vincentelli e Gaetano P. Privitera, ha revisionato 304 articoli scientifici pubblicati tra il 2015 e il 2025 sulle banche dati scientifiche internazionali PubMed, Scopus, Google Scholar e ScienceDirect, analizzando evidenze su sicurezza, efficacia e possibili applicazioni pratiche di questa tecnologia innovativa.
"La pandemia di COVID-19 ha riportato l’attenzione globale sulla trasmissione aerea dei virus respiratori e acceso un dibattito scientifico tuttora in corso sulla necessità di arricchire le strategie di prevenzione e controllo delle infezioni (IPC) – spiega il prof.
Operando nello spettro elettromagnetico compreso tra 300 MHz e 300 GHz, l’irradiazione a microonde induce una risonanza meccanica mirata nelle particelle virali attraverso un meccanismo noto come assorbimento risonante a microonde (MRA). Queste oscillazioni risonanti generano uno stress meccanico capace di deformare o rompere il capside virale, ovvero l’involucro esterno del virus, inibendone, di fatto, il potere patogeno e la capacità di trasmissione tra individui, con un’efficacia variabile a seconda del tipo di virus e della frequenza ottimizzata e della durata dell'esposizione.
"Le evidenze raccolte nello studio dimostrano la sicurezza e l’efficacia di questo approccio. "Tra le strategie fisiche oggi disponibili per l’inattivazione virale, l’irradiazione a microonde non termica è emersa come un metodo scalabile e adattabile per ridurre la trasmissione aerea di virus respiratori clinicamente rilevanti, inclusi SARS-CoV-2, influenza H1N1 e influenza aviaria A(H5N1) negli spazi indoor, ambienti sanitari e ambientazioni zootecniche", dichiara il prof. Gaetano P. Privitera, coautore dello studio e Professore Emerito di Igiene e Medicina Preventiva dell'Università di Pisa. A conferma delle evidenze emerse dalla revisione, diversi studi indipendenti condotti da Ospedale Militare del Celio, Università di Milano, Università di Genova e dall’istituto ViroStatics hanno validato la tecnologia E4Shield™, sviluppata dalla società italiana e4life (joint venture ELT Group – Lendlease) per inattivare i virus respiratori tramite microonde, dimostrandone un’efficacia di inattivazione superiore al 90% su SARS-CoV-2 – comprese le varianti – e altri virus respiratori come RSV e H5N1.
"Abbiamo dimostrato che le microonde, applicate con parametri specifici per ogni virus, possono ridurre drasticamente la trasmissione aerea – dichiara Vincenzo Pompa, CEO di e4life, che è stata tra i protagonisti del padiglione Italia dell’Expo di Osaka –. È una soluzione scalabile, adattabile a diversi ambienti e già riconosciuta dal Joint Research Center della Commissione Europea come tecnologia capace di migliorare la qualità dell’aria indoor." Lo studio pubblicato su Journal of Infection indica che le tecnologie a microonde non termiche possono integrare le strategie di prevenzione e controllo delle infezioni (IPC) già in uso, affiancando vaccini, igiene e ventilazione. Rimangono aperte sfide legate all’ottimizzazione dei parametri di frequenza e alla validazione clinica su larga scala.


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