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Ebola, Sassari rafforza la preparedness: area ad alto isolamento e formazione dedicata per il personale

Infettivologia Redazione scientifica | 05/06/2026 16:19

L’Aou sassarese definisce il percorso per la gestione di eventuali casi sospetti di Ebola e altre infezioni ad alta pericolosità biologica. Previsti spazi dedicati, protocolli operativi e programmi di addestramento in collaborazione con lo Spallanzani.

L’Azienda ospedaliero-universitaria di Sassari accelera sul fronte della preparazione alle emergenze infettivologiche, completando un percorso organizzativo dedicato alla gestione di possibili casi sospetti di Ebola e di altre patologie trasmissibili ad elevato rischio biologico.

La struttura sanitaria ha avviato l’iter per l’approvazione di una procedura specifica che definirà modalità operative, percorsi assistenziali e misure di protezione da adottare qualora si rendesse necessario prendere in carico un paziente con sospetta infezione da virus Ebola o da altri agenti patogeni caratterizzati da elevata contagiosità per contatto diretto.

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Tra gli elementi centrali del piano figura l’attivazione di un’area ad alto isolamento all’interno della Clinica di Malattie infettive di viale San Pietro. Gli spazi individuati corrispondono ai locali utilizzati durante l’emergenza Covid-19 come area di rianimazione e sono stati predisposti per essere rapidamente riconvertiti in caso di necessità.

L’organizzazione dell’area prevede percorsi distinti per pazienti e operatori, procedure dedicate alla vestizione e alla rimozione dei dispositivi di protezione individuale e zone operative separate per garantire la massima sicurezza durante l’assistenza. Il modello è stato progettato per consentire l’esecuzione di esami diagnostici e attività di monitoraggio direttamente negli ambienti isolati, limitando gli spostamenti del paziente e riducendo il rischio di esposizione.

L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio di rafforzamento della preparedness ospedaliera. L’Aou sottolinea infatti di poter contare su competenze professionali maturate sia nella gestione delle malattie infettive sia nell’esperienza acquisita durante la pandemia da SARS-CoV-2. A questo si aggiunge il precedente rappresentato dal caso di Ebola gestito nel 2015, che non determinò ulteriori trasmissioni secondarie.

Parallelamente all’organizzazione degli spazi, l’azienda sanitaria ha programmato un piano di formazione rivolto agli operatori. Per questo obiettivo sono stati avviati contatti con l’INMI Spallanzani di Roma, centro di riferimento nazionale per le malattie infettive. Le prime attività formative prenderanno il via nella seconda metà di giugno e proseguiranno nei mesi successivi con ulteriori sessioni previste durante l’estate e nel periodo autunnale.

Secondo l’Aou, la definizione di protocolli condivisi, la disponibilità di ambienti dedicati e l’aggiornamento continuo del personale rappresentano strumenti fondamentali per affrontare in modo efficace eventuali eventi infettivi ad alta complessità, garantendo la sicurezza degli operatori sanitari e della popolazione senza alimentare inutili allarmismi.

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