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Olio Extra Vergine d’Oliva: nuove evidenze scientifiche confermano il suo ruolo nella salute del fegato

La Fondazione Italiana Fegato in una ricerca evidenzia il ruolo dei polifenoli nel ridurre grasso epatico, infiammazione e rischio cardiometabolico
Nutrizione

L’olio extra vergine d’oliva (EVOO), pilastro della dieta mediterranea, emerge sempre più come un alleato fondamentale nella prevenzione e nella gestione delle malattie epatiche. Una recente revisione scientifica condotta da Melvin Bernardino, Claudio Tiribelli e Natalia Rosso della Fondazione Italiana Fegato e pubblicata sulla rivista Nutrients, evidenzia come l’EVOO non sia soltanto un condimento salutare, ma un vero e proprio alimento funzionale con proprietà epatoprotettive documentate.

"La ricerca si concentra sulla malattia epatica steatosica associata a disfunzione metabolica (MASLD)" - afferma il Direttore scientifico della Fondazione, Claudio Tiribelli - "oggi la più comune patologia cronica del fegato a livello mondiale.

In assenza di terapie farmacologiche risolutive, le strategie nutrizionali assumono un ruolo centrale. L’EVOO, grazie al suo profilo lipidico e alla ricchezza in polifenoli bioattivi come idrossitirosolo, oleuropeina e tirosolo, esercita effetti che vanno oltre la semplice azione antiossidante: contribuisce infatti a ridurre l’accumulo di grasso epatico, migliorare la sensibilità insulinica, modulare il metabolismo lipidico e attenuare i processi infiammatori"

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Le evidenze cliniche raccolte dimostrano che il consumo regolare di EVOO si associa a miglioramenti nella steatosi, nei parametri enzimatici epatici e nei fattori di rischio cardiometabolici. Questo posiziona l’EVOO come un candidato ideale per protocolli di gestione dello stile di vita, accessibile, ben tollerato e sostenuto da solide basi scientifiche.

La revisione non ignora le sfide ancora aperte: l’eterogeneità nella qualità dell’olio, la necessità di trial clinici randomizzati e studi a lungo termine per definire dosaggi ottimali e chiarire i meccanismi molecolari. Tuttavia, i risultati rafforzano la convinzione che l’EVOO debba essere considerato non solo un simbolo culturale, ma una risorsa terapeutica per la salute del fegato.

Questo lavoro si inserisce nel progetto O-liver della Fondazione Italiana Fegato, che mira a studiare in profondità le proprietà dell’EVOO e i suoi benefici epatici, con l’obiettivo di trasferire le nuove conoscenze scientifiche nella pratica clinica e nella prevenzione e cura. Un progetto realizzato in collaborazione con ANCO - Associazione Nazionale Città dell’Olio e con il sostegno di COOP.

Nutrizione
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