
Anove mesi dalla scadenza del Pnrr"la Missione Salute rischia di rimanere inattuata. È stato speso solo il 34,4% dei fondi disponibili, 6,6 miliardi di euro, e solo un terzo dei progetti è completato. Una situazione vergognosa" e "un altro segnale evidente dell'interesse a incentivare il mercato privato della salute del governo Meloni". È quanto dichiara la segretaria confederale della Cgil Daniela Barbaresi, che commenta i risultati del monitoraggio sull'attuazione degli investimenti della Missione 6 del Pnrr effettuato dall'area Stato sociale e diritti della confederazione elaborando i dati del sistema ReGiS del Mef, aggiornati al 30 giugno 2025. In una nota la Cgil punta il dito contro i ritardi aanoreccumulati, e in particolare prende in esame i progetti di edilizia sanitaria.
Quanto agli Ospedali di Comunità, a giugno 2025 solo il 3,3% dei progetti finanziati era stato completato (14 strutture sulle 428 totali previste), con la spesa di appena il 15,1% dei fondi disponibili. "Serviranno sei anni a terminare tutto a questo ritmo", sottolinea il sindacato. Resta poi il nodo personale: "per il corretto funzionamento di queste strutture - ricorda Barbaresi - occorrerebbe assumere almeno 35mila unità tra infermieri, operatori sociosanitari, assistenti sociali e altre figure professionali, medici esclusi. Ma ad oggi non risulta nessuna interlocuzione tra Ministri della Salute e dell'Economia a garanzia delle coperture economiche necessarie". "Nella propaganda del Governo e di alcune Regioni l'attuazione del Pnrr andrebbe a gonfie vele, ma i numeri lo smentiscono clamorosamente. È forte il rischio che gli investimenti previsti nella Missione 6 vengano restituiti al mittente o riorientati verso altri obiettivi, magari a favore dell'industria bellica", aggiunge la segretaria confederale della Cgil. "Dalla riforma dell'assistenza territoriale con l'apertura di una rete di strutture pubbliche, passa la capacità del sistema di dare risposte alle persone, implementare la prevenzione, aggredire anche l'odioso problema delle liste d'attesa, evitare i ricoveri inappropriati e le lunghe attese nei pronto soccorso, garantire la presa in carico. Chi rassicura ,ma nella pratica boicotta la riforma, dimostra la volontà di privatizzare la risposta ai bisogni di salute, impoverendo stipendi e pensioni". "Siamo all'ultima chiamata per essere smentiti: occorre uno scatto straordinario per evitare il fallimento di un'occasione irripetibile, e per questo - conclude Barbaresi - proseguirà la nostra mobilitazione per difendere e rilanciare il SSN e garantire il diritto alla salute. Chi lavora contro, opera nel disinteresse delle persone".




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