|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Salute al maschile: tra buone abitudini e scarsa prevenzione. Indagine della Fondazione Veronesi

Quasi 7 su 10 dormono a sufficienza, ma solo 1 su 3 fa attività fisica regolare. Il 65% non è mai andato da un urologo o andrologo e meno di un uomo su tre fa prevenzione
Sanità pubblica

pubblicità

La maggioranza dichiara abitudini alimentari corrette: 7 su 10 mangiano in modo vario e oltre il 60% afferma di consumare frutta e verdura regolarmente. Tuttavia, quasi 3 su 10 ammettono di cedere spesso a cibi poco salutari e più di 1 su 5 dichiara di "mangiare in continuazione". Sul fronte dell’attività fisica, il quadro è meno incoraggiante: il 59,5% cerca di essere attivo durante la giornata, ma solo il 31,3% pratica attività fisica leggera e appena il 21,7% sport vero e proprio. Anche il fumo rimane un’abitudine diffusa: fuma sigarette tradizionali il 31,6% e un ulteriore 15,2% utilizza altri prodotti per fumare (e-cig o tabacco riscaldato). Meno del 40 % dichiara di proteggere occhi e pelle quando esposto al sole per un tempo prolungato. Il sonno resta invece una delle buone abitudini più solide: il 67,3% dorme tra le 6 e le 8 ore a notte, anche se un terzo degli uomini fatica ad avere un riposo di qualità.

Prevenzione: un approccio ancora reattivo

Le principali preoccupazioni sulla salute riguardano i tumori (53,4%) e le malattie cardiovascolari (48,2%), seguite da quelle neurodegenerative (45,3%). Tuttavia, solo il 33% degli uomini effettua visite mediche regolari e meno della metà (42,5%) si sottopone a esami di controllo. Come prevedibile, la salute percepita dell’apparato uro-genitale o riproduttivo peggiora con l’età e dopo i 50 anni solo il 53% la definisce almeno "buona". Il dato più emblematico è che il 65% degli uomini italiani non è mai andato da un urologo o andrologo. Anche negli over 50 il dato resta alto, al 45%.  La ragione più comune? Non averne mai sentito il bisogno (57,8%), seguita dal mancato consiglio medico (22,1% sul totale) e dal sentirsi troppo giovani (15,9%). Solo il 31,8% di chi si è sottoposto a una visita lo ha fatto per un controllo preventivo, mentre la maggior parte vi si è rivolta dopo la comparsa di sintomi.

Tumori maschili: conoscenza parziale, prevenzione limitata

Il tumore alla prostata è riconosciuto come il più diffuso dagli intervistati (43,5%), seguito da colon-retto (17,5%), polmone (15,5%) e testicoli (7,5%). Eppure, la conoscenza resta incompleta: solo il 34,8% dichiara di essere informato sul tumore alla prostata e appena il 21,7% su quello ai testicoli. Ancora molte le false credenze: solo il 42% sa che il tumore prostatico non presenta sempre sintomi evidenti, molti sopravvalutano fattori di rischio come stare molto tempo seduti (38,3%) o andare in bicicletta (24%). Solo il 62% riconosce l’alcol come un fattore di rischio. Fra i fattori di rischio dei tumori al testicolo quasi il 40% indica (sbagliando) i traumi e solo il 27% riconosce il criptorchidismo, la mancata discesa del testicolo nello scroto. Anche le pratiche preventive purtroppo sono poco diffuse: se la visita urologica è conosciuta dal 59,8% ma praticata solo dal 23,1%, l’autopalpazione testicolare è nota al 38,9% (non si arriva alla metà del campione anche considerando le fasce d’età più interessate, fra i 18 e i 40 anni) e praticata almeno saltuariamente dal 28,5% (è un gesto semplice da compiere in autonomia e senza costi). Tra le motivazioni per non fare prevenzione emergono la dimenticanza (25,8%), il sentirsi troppo giovani (25,5%) e l’imbarazzo (19,2%), fattori culturali che continuano a pesare sulla salute maschile. "I dati di questa ricerca ci dicono che gli uomini italiani si sentono in salute, ma ancora oggi sottovalutano l’importanza della prevenzione. La prevenzione infatti resta ancora un’abitudine poco radicata, frenata da retaggi culturali e da un’errata sensazione di invulnerabilità. Come Fondazione Veronesi ci impegniamo nel contribuire a cambiare questa mentalità, promuovendo la cultura della prevenzione e dell’informazione scientifica anche per il mondo maschile. Prendersi cura della propria salute non deve essere un segno di debolezza, ma un gesto di consapevolezza e responsabilità verso se stessi e dunque anche verso la propria famiglia" - dichiara Monica Ramaioli, Direttore Generale di Fondazione Umberto Veronesi ETS.  

HPV: poca conoscenza ma apertura al futuro

Solo il 32,7% degli uomini conosce il Papilloma virus (HPV), mentre più della metà (53,5%) ne ha solo sentito parlare senza sapere di cosa si tratti. Appena il 7% si è sottoposto alla vaccinazione, ma quasi la metà (44%) ha intenzione di farlo. Ancora più significativa la propensione a vaccinare i propri figli: il 64% risponde sì o probabilmente sì, segno di un cambio generazionale nella percezione della prevenzione.

Differenze socioeconomiche

La percezione della salute appare evidentemente connessa allo status socioeconomico, con il 60% delle persone di classe più elevata che dice di stare bene o molto bene sul piano fisico e il 69% sul piano mentale. In chi si colloca nelle classi sociali più svantaggiate il dato crolla al 35% e 45%. "La salute maschile resta un tema poco affrontato, anche nel dibattito pubblico. Parlarne significa abbattere stereotipi, incoraggiare controlli e informazione di qualità. La prevenzione non è solo un atto sanitario, ma un gesto di responsabilità verso se stessi e i propri cari. I gesti della prevenzione sono semplici: sani e corretti stili di vita, autopalpazione regolare del testicolo a partire dalla pubertà, autoesame dei nei ogni 3-4 mesi, e almeno una visita dermatologica e un controllo dall'urologo a 20/25 anni e intorno ai 30/35anni. Dopo i 50 anni, è importante che gli uomini effettuino controlli regolari da un urologo, senza dimenticare di aderire allo screening nazionale del sangue occulto nelle feci per la prevenzione del tumore del colon retto" - sottolinea Chiara Segrè, Responsabile della Supervisione Scientifica di Fondazione Umberto Veronesi ETS.

Sanità pubblica
Commenti

I Correlati

Al via la campagna per aumentare di 5 euro il prezzo delle sigarette: “Obiettivo, raccogliere 500 mila firme per la proposta di legge”
Sanità pubblica
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Difterite, quando il silenzio delle istituzioni diventa una scelta
Sanità pubblica
Difterite, quando il silenzio delle istituzioni diventa una scelta
Il caso di Palermo riporta alla realtà una malattia resa rarissima dai vaccini. L'antidifterica è obbligatoria per legge: sulla prevenzione serve una voce istituzionale chiara
Difterite, arriva la conferma dell'Iss: nel campione della bambina anche il gene della tossina
Infettivologia
Difterite, arriva la conferma dell'Iss: nel campione della bambina anche il gene della tossina
Gli esami dell'ISS confermano la diagnosi dopo la morte della bambina di quattro anni a Palermo. Il batterio può provocare danni a cuore, reni e sistema nervoso. La vaccinazione è obbligatoria nell'infanzia, con richiami successivi
Sanità, oltre 22 euro su 100 pagati direttamente dalle famiglie
Sanità pubblica
Sanità, oltre 22 euro su 100 pagati direttamente dalle famiglie
L'out of pocket italiano resta molto sopra la media europea. Nel 2024 il 23,9% ha pagato interamente l'ultima visita specialistica. Liste d'attesa e costi aumentano il rischio di rinuncia alle cure
Pronto soccorso, accessi in aumento. Simeu: territorio ancora in affanno
Sanità pubblica
Pronto soccorso, accessi in aumento. Simeu: territorio ancora in affanno
Nei primi 15 giorni di agosto crescono gli accessi tra caldo e traumi. Simeu segnala carenze di personale e difficoltà nella presa in carico territoriale

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.