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Diabete, ulcere al piede per il 10% dei pazienti. Una nuova tecnica mininvasiva può evitare l’amputazione

La traslazione tibiale trasversale (TTT) è una promettente opzione di cura per il trattamento dei casi di piede diabetico più gravi e potrebbe contribuire alla riduzione del numero di amputazioni dell’arto
Diabetologia

"Ingannare" l’organismo per sfruttarne i naturali meccanismi di auto riparazione e favorire la guarigione di una delle complicanze più temute del diabete: il piede diabetico. È a questo che serve la traslazione tibiale trasversale, o più semplicemente "TTT", intervento mininvasivo che consiste nel praticare un piccolo taglio controllato sull’osso della tibia. "Questo ‘falso segnale di frattura’ spinge il corpo ad attivare i suoi spontanei processi di rigenerazione, stimolando la formazione di nuovi vasi sanguigni e la circolazione del sangue nella gamba e nel piede", spiega Enrico Brocco (nella foto), Responsabile UOC Diabetologia Piede Diabetico dell’IRCCS MultiMedica di Sesto San Giovanni, che il 14 novembre ospiterà il primo summit internazionale sull’utilizzo del sistema TTT, con esperti provenienti da tutto il mondo. "Un migliore afflusso di sangue ai tessuti, portando ossigeno e sostanze nutritive, favorisce la guarigione delle ulcere e può evitare amputazioni che, in molti casi, sarebbero inevitabili".

Il 14 novembre è la Giornata Mondiale del Diabete, patologia di cui si stima soffrano fino a 4 milioni di italiani. Nel 10% di loro, alterazioni della circolazione e della sensibilità portano alla formazione di ulcere del piede che, se non trattate tempestivamente, possono evolvere fino alla perdita dell’arto. Ogni anno si registrano più di 7.000 amputazioni maggiori legate a questa complicanza, e almeno un terzo di esse potrebbe essere evitato grazie a una diagnosi precoce e a un trattamento adeguato.  "Dei 400 mila soggetti esposti a rischio di piede diabetico – prosegue il dottor Brocco –, non tutti vanno incontro a un'amputazione, ci sono diversi gradi di severità della patologia. Il nostro centro si occupa dei quadri più gravi, grazie a un’équipe multidisciplinare che offre tutti i possibili approcci al problema: dalla rivascolarizzazione alla cura dell'infezione, senza dimenticare la gestione pre e post-chirurgica. Ogni anno, nella nostra struttura registriamo tra i 500 e i 600 ricoveri a causa del piede diabetico, che si caratterizza per un pesante impatto non solo sulla salute, ma anche sulla vita quotidiana dei pazienti e sui costi del sistema sanitario nazionale".

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"Di fronte alla necessità di ridurre al massimo le amputazioni, servono soluzioni innovative per tutti quei soggetti che non rispondono alle terapie standard. Tra le nuove prospettive terapeutiche, vi è proprio la TTT, nata da un’intuizione di un gruppo di ricercatori dell’Università di Hong Kong, che per primi hanno applicato il principio della stimolazione rigenerativa — già usato nella chirurgia ortopedica — al trattamento delle lesioni da piede diabetico insorte sia su base neuro ischemica che su base neuropatica, ottenendo notevoli risultati in termini di guarigione e salvataggio dell'appoggio plantare", spiega Brocco, che per primo ha adottato la metodica in Europa e nel mondo occidentale. "In Italia, abbiamo trattato finora sedici pazienti affetti da gravi lesioni ai piedi, in molti casi con poche speranze di recupero. Solo due di loro hanno dovuto subire un’amputazione maggiore, mentre gli altri hanno mostrato un progressivo miglioramento della circolazione e la guarigione delle ferite. Tredici pazienti su quattordici sono tornati a camminare e hanno visto scomparire il dolore". I risultati positivi ottenuti in Italia hanno contribuito a far conoscere la TTT anche ad altri centri internazionali: oggi la tecnica è utilizzata, oltre che in Cina e in Italia, anche in India, Gran Bretagna, Spagna, Svizzera, Germania e Danimarca. L’incontro del 14 novembre, presso l’IRCCS MultiMedica, rappresenta il primo brainstorming globale fra gli specialisti che ne stanno sperimentando l’efficacia, con l’obiettivo di condividere esperienze e linee guida comuni. Nel corso della giornata saranno presentati casi clinici, dati di follow-up e prospettive di ricerca che potranno contribuire a conoscere meglio il potenziale della TTT.

Diabetologia
Commenti
PB
Paolo Barone
Forse vale la pena menzionare tecniche molto meno invasive ed ugualmente efficaci, quali l’utilizzo delle ESWT per stimolare la neoangiognesi vascolare e tissutale. Così come l’O2-O3 terapia per la guarigione delle ulcere e le ferite infette.
Rispondi
21/11/2025 07:04

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