
Dal 9 ottobre 2025, le banche hanno introdotto la verifica VoP per i bonifici, aumentando la sicurezza ma complicando i pagamenti massivi, come le pensioni. Soluzioni ad hoc sono state adottate da Inps ed Enpam per evitare disagi.
A partire dal 9 ottobre 2025, gli Istituti di credito hanno attivato il servizio VoP (Verification of Payee), in attuazione del Regolamento UE 2024/886. Si tratta di una misura volta a rafforzare la sicurezza delle operazioni di bonifico, attraverso la verifica in tempo reale della corrispondenza tra il nome del beneficiario e l’intestatario del Codice IBAN identificativo del conto corrente. Se i dati non coincidono esattamente, o in caso di impossibilità di verifica da parte dell’istituto di credito, il bonifico dovrà essere espressamente autorizzato dall’ordinante.
Tutti noi ce ne siamo resi conto se in questi ultimi giorni abbiamo effettuato un bonifico bancario: nella maggior parte dei casi, infatti, il sistema informatico di verifica ci ha segnalato la non corrispondenza tra beneficiario del pagamento ed intestatario del conto corrente. Basta pochissimo: un nome registrato in maniera diversa, una società che da cooperativa si è trasformata in SpA, a volte anche una maiuscola al posto di una minuscola, ed il sistema ci richiede l’autorizzazione.
Certo, se abbiamo sbagliato a digitare i caratteri dell’Iban, questo meccanismo è molto utile, perché ci impedisce di bonificare un importo ad un terzo completamente ignaro che potrebbe non restituircelo mai, ma il più delle volte si parla di un conto ben noto, molto spesso già preregistrato nella rubrica della nostra banca, e questo controllo aggiunge un nuovo adempimento ad una procedura spesso già alquanto farraginosa.
Ma cosa succede se il bonifico non è indirizzato ad un singolo beneficiario ma fa parte di un flusso con migliaia di destinatari? Parliamo ad esempio del pagamento delle pensioni: per Inps sono oltre 18 milioni; per la Fondazione Enpam circa 183.000, un numero comunque considerevole. Non è pensabile impiegare per giorni e giorni gli impiegati a verificare gli scarti delle procedure di pagamento ed autorizzare i bonifici uno per volta: il controllo non sarebbe comunque accurato e ci sarebbe il rischio di non pagare puntualmente le pensioni. Inoltre, ci sono diversi pagamenti per i quali effettivamente beneficiario e intestatario del conto non coincidono: si pensi agli orfani minori, pagati sul conto della madre, o ai soggetti sottoposti a tutela, pagati sul conto del tutore o dell’amministratore di sostegno.
Così, Inps ed Enpam, confidando nella correttezza delle informazioni contenute nei loro rispettivi archivi, per tutelare i beneficiari e garantire la continuità nei pagamenti, hanno dovuto adottare misure per pre-autorizzare i pagamenti massivi delle pensioni. Nel caso di Enpam è stata attivata una funzionalità di comunicazione con il Banco BPM – l’istituto di credito incaricato dell’erogazione delle prestazioni – che conferma che le posizioni pensionistiche ENPAM risultano “verificate alla fonte”.
Il primo banco di prova, l’erogazione avvenuta il 3 novembre, ha avuto esito positivo: non ci sono state infatti variazioni o interruzioni nell’accredito delle prestazioni. Il sistema interno dell’Ente è stato adeguato in modo trasparente ed efficiente al nuovo contesto normativo.
I titolari di pensione Enpam sono stati informati della nuova procedura con un messaggio visualizzato all’atto dell’ingresso nella propria area riservata: in caso di ritardo o mancato accredito della pensione, sono stati invitati a rivolgersi direttamente al proprio istituto di credito, al quale avrebbero potuto essere imputate eventuali anomalie, che comunque non risultano essersi verificate.
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