
Dopo stop e ripensamenti, nuova proroga riapre il nodo del ricambio nel Ssn
Ancora una volta il Governo rimescola le carte in merito alle regole sull’anzianità di servizio dei medici ospedalieri, prorogando per tutto il 2026 la possibilità di restare in corsia fino a 72 anni. Una scelta che si inserisce in una sequenza di stop, ripensamenti e correttivi che, secondo i sindacati, alimenta confusione gestionale e incertezza negli ospedali.
"Non siamo pregiudizialmente contrari alla norma" afferma Pierino Di Silverio, segretario nazionale Anaao Assomed "a patto che sia su base esclusivamente volontaria, che questi colleghi non conservino ruoli apicali e che restino come tutor, senza incidere sul rinnovo delle piante organiche e sulle carriere".
Il timore: proroghe che bloccano carriere e ricambio
Il punto critico, per Anaao, non è l’apporto temporaneo dei professionisti più anziani, ma l’effetto strutturale delle proroghe ripetute. "Il rischio concreto" prosegue Di Silverio "è che trattenendo in servizio i colleghi più anziani si blocchino di fatto le carriere di tutti gli altri, che hanno il diritto di veder riconosciute competenze e professionalità".
Secondo il sindacato, questo meccanismo contribuisce a una delle principali cause di disaffezione verso la sanità pubblica: la mancanza di prospettive. "Da anni denunciamo una gabbia che impedisce crescita e valorizzazione. E la risposta che arriva è un ulteriore blocco delle carriere".
Una linea che cambia e alimenta incertezza
La nuova proroga arriva a pochi giorni di distanza da posizioni opposte emerse nel dibattito sul decreto Milleproroghe, quando la mancata conferma delle deroghe ai pensionati era stata indicata da altri sindacati come un fattore di rischio immediato per gli organici ospedalieri. Una oscillazione che, nel giro di poche settimane, ha visto prima lo stop e poi il ritorno alla misura.
Per Anaao, questa sequenza segnala l’assenza di una strategia chiara sul governo delle risorse umane del Ssn, con interventi tampone che si susseguono senza sciogliere il nodo del ricambio generazionale.
"Servono regole stabili, non soluzioni temporanee"
Il sindacato annuncia che vigilerà sull’emendamento al Milleproroghe affinché vengano recepite le condizioni poste: volontarietà, assenza di ruoli apicali e nessun impatto sulle carriere. Ma il messaggio politico è più ampio.
"Confidiamo" conclude Di Silverio "che nella riforma del Servizio sanitario nazionale, di cui si è tornati a discutere, non ci sia più spazio per proroghe ripetute. La sanità pubblica ha bisogno di stabilità, non di continui aggiustamenti che rinviano i problemi senza risolverli".
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Cgil, Cisl e Uil: "Sono 200mila, è un comparto strategico"
"I medici, i dirigenti sanitari, gli infermieri le professioni sanitarie ex legge 43/2006, vogliono risposte, vogliono tornare ad essere il fulcro delle cure, vogliono continuare a curare, ma in sicurezza”
Testa: “Serve uno straordinario investimento nel territorio prima che della medicina di famiglia rimangano solo le ceneri.”
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