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Accesso a Medicina: con la graduatoria tornano i ricorsi e il nodo della programmazione

In arrivo la graduatoria dopo il semestre filtro. Tra regole cambiate in corsa e prove non uniformi, si apre il fronte del contenzioso. Con ricadute sulla programmazione del fabbisogno medico.
Professione

È alle porte la pubblicazione della graduatoria nazionale per l’accesso a Medicina sul portale Universitaly, al termine del nuovo percorso basato sul semestre filtro e sui due appelli svolti tra novembre e dicembre. Gli studenti potranno consultare il punteggio complessivo e l’assegnazione della sede nell’area riservata.

Si chiude così la prima applicazione del modello destinato a superare il tradizionale numero chiuso. Ma il cui esito non sembra destinato a ridurre il conflitto che da tempo accompagna l’accesso ai corsi di laurea in Medicina.

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I numeri del semestre filtro

Tra i due appelli sono risultati idonei oltre 21 mila studenti in Biologia, più di 24 mila in Chimica e circa 11 mila in Fisica. La graduatoria nazionale, definita con decreto del Ministero dell’Università e della Ricerca, include studenti con sufficienze dirette, sufficienze reintegrate e crediti da recuperare, configurando un sistema più articolato rispetto al passato.

Ma è questa complessità a rappresentare uno degli elementi che alimentano le critiche: secondo rappresentanze studentesche e legali, il semestre filtro non avrebbe garantito condizioni pienamente omogenee, anche a causa di modalità di frequenza differenziate, tempistiche ristrette e modifiche regolamentari intervenute durante il percorso.

Il rischio contenzioso come problema di sistema

In questo contesto, alcuni studi legali hanno già annunciato la presentazione di ricorsi amministrativi, così come le associazioni studentesche annunciano azioni collettive. In termini pratici il nuovo modello di accesso sembra riprodurre, almeno nelle sue conseguenze pratiche, le stesse criticità che avrebbe dovuto superare.

Esiste quindi il rischio concreto di inaugurare l’anno accademico con un contenzioso diffuso, che potrebbe incidere sull’avvio dei corsi, sulla stabilità delle graduatorie e, indirettamente, sulla programmazione pluriennale dei posti disponibili.

Un tema che riguarda la politica sanitaria

Il tema non è meramente didattico. L’accesso a Medicina rappresenta uno snodo centrale della programmazione sanitaria, perché condiziona il numero e il profilo dei futuri medici in un sistema che già oggi soffre carenze strutturali, soprattutto in alcune specialità e nei territori più fragili.

Un modello di selezione percepito come instabile o diseguale rischia di produrre incertezza nella programmazione del fabbisogno, che dovrebbe invece poggiare su regole chiare, prevedibili e condivise.

Oltre l’emergenza

La pubblicazione della graduatoria rappresenta quindi un passaggio formale importante, ma non è esaustiva del dibattito. Al contrario, riporta al centro una questione strutturale: come conciliare equità nell’accesso, qualità della formazione e reale coerenza con le esigenze del Servizio sanitario nazionale.

Sarà dunque importante anche seguire quale sarà l’esito dei ricorsi, per verificare se la riforma dei criteri di accesso potrà diventare un modello stabile, perfettibile ma instradato correttamente, capace quindi di restituire chiarezza e non conflitto.

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