Canali Minisiti ECM

Malattie infiammatorie immuno-mediate: a Caserta un ambulatorio multidisciplinare per diagnosi più rapide e cure su misura

Gastroenterologia Redazione DottNet | 12/01/2026 10:32

Gastroenterologi e reumatologi insieme in un unico percorso di secondo livello: meno attese, terapie personalizzate e benefici anche per il Servizio sanitario

Un nuovo modello organizzativo per la gestione delle malattie infiammatorie immuno-mediate, patologie complesse e in costante aumento, prende forma all’Azienda Ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta. È stato infatti attivato un ambulatorio condiviso di Gastroenterologia e Reumatologia, pensato per garantire una presa in carico integrata dei pazienti affetti da condizioni che coinvolgono più sistemi e richiedono competenze specialistiche coordinate.

L’ambulatorio multidisciplinare è dedicato in particolare alla gestione congiunta delle malattie infiammatorie croniche intestinali, come malattia di Crohn e rettocolite ulcerosa, e delle principali patologie reumatologiche immuno-mediate, tra cui artrite psoriasica e spondiloartriti.

Si tratta di un ambulatorio di secondo livello, accessibile su indicazione specialistica del gastroenterologo o del reumatologo dell’AORN, anche a seguito di una prima valutazione ambulatoriale prenotata tramite CUP.

pubblicità

Il progetto, coordinato da Caterina Mucherino e Giovanni Italiano, responsabili rispettivamente delle Unità Operative di Gastroenterologia e Reumatologia, nasce dall’esigenza di superare l’approccio frammentato alla cura di malattie che spesso condividono meccanismi patogenetici comuni e manifestazioni cliniche sovrapposte. L’obiettivo è ridurre i tempi diagnostici, anticipare l’inizio delle terapie più appropriate e migliorare l’efficacia complessiva del trattamento.

Elemento centrale dell’iniziativa è il dialogo sincrono tra specialisti di diverse discipline, che avviene nella stessa seduta ambulatoriale. Un approccio che consente non solo una valutazione clinica più completa, ma anche una reale personalizzazione delle terapie, sempre più spesso basate su farmaci biologici e immunomodulanti che richiedono scelte condivise e monitoraggi coordinati.

L’istituzione di questo nuovo ambulatorio – sottolinea Gennaro Volpe, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Caserta – rientra in una strategia di Sanità d’Iniziativa. Non si tratta solo di un potenziamento delle prestazioni cliniche, ma di un cambio di paradigma: l’integrazione delle competenze e il confronto diretto tra specialisti garantiscono un’elevata appropriatezza terapeutica, con ricadute positive sia per il paziente sia per il Servizio Sanitario”.

Dal punto di vista del paziente, il modello multidisciplinare si traduce in una riduzione dello stress legato a visite multiple, in una maggiore percezione di presa in carico globale e in un miglioramento della qualità della vita grazie a diagnosi più precoci e trattamenti mirati. Sul piano del sistema sanitario, l’approccio integrato consente una razionalizzazione delle risorse, riducendo complicanze, ricoveri ospedalieri e accessi impropri al Pronto Soccorso.

L’ambulatorio condiviso di Caserta si inserisce così in una visione moderna della gestione delle patologie croniche complesse, in cui la multidisciplinarietà non rappresenta un valore aggiunto, ma una necessità clinica e organizzativa. Un’esperienza che potrebbe diventare un modello replicabile anche in altre realtà ospedaliere, a beneficio di pazienti e sostenibilità del sistema sanitario.

Commenti

I Correlati

Uno studio dell’Imperial College London mostra che il 65% dei dubbiosi sui vaccini Covid ha cambiato idea. Resta invece stabile l’opposizione anti-vaccino.

Ti potrebbero interessare

Federfarma Lombardia insieme ad Alfasigma e Fondazione Poliambulanza per la prevenzione del tumore gastrico, che nel 2023 ha fatto registrare 15mila nuove diagnosi in Italia

I risultati di una survey su scala nazionale saranno presentati al XXXI Congresso SIGENP (Società Italiana di Gastroenterologia, Epatologia e Nutrizione Pediatrica) a Palermo dal 26 al 28 settembre

Minelli: "Organizzazioni microbiche intestinali disordinate sono state trovate in varie condizioni neuropsichiatriche come ad esempio depressione, ansia e disturbi"

Presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Luigi Vanvitelli nasce l’U.O.C. di Epatogastroenterologia

Ultime News

Più letti