
Le Malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) rappresentano una sfida crescente per il sistema sanitario italiano. Per favorire modelli assistenziali più efficaci e sostenibili, Assobiotec – associazione di Federchimica dedicata alle biotecnologie – ha avviato un progetto multistakeholder finalizzato a promuovere percorsi integrati di assistenza, nutrizione e trattamento sempre più personalizzati.
L’iniziativa è stata presentata a Camera dei Deputati a Roma durante l’evento dedicato al ruolo della ricerca biotecnologica e della collaborazione tra istituzioni, società scientifiche e associazioni di pazienti.
Una sfida in crescita per il sistema sanitario
Le MICI sono patologie croniche e recidivanti che incidono significativamente sulla qualità di vita dei pazienti e sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. Secondo le stime, la prevalenza potrebbe aumentare del 30–40% nei prossimi dieci anni.
Attualmente l’impatto economico diretto sul sistema sanitario supera i 400 milioni di euro l’anno, a cui si aggiunge un costo previdenziale stimato in circa 21 milioni di euro annui per INPS.
Le patologie colpiscono spesso persone giovani, con conseguenze rilevanti sulla carriera lavorativa e sulla vita sociale. Inoltre, fino al 30% dei pazienti sviluppa disturbi psicologici come ansia o depressione.
Un percorso di confronto tra istituzioni, clinici e industria
Il progetto promosso da Assobiotec prevede un percorso di confronto strutturato tra istituzioni nazionali e regionali, clinici, associazioni di pazienti e industria biotecnologica. L’obiettivo è allineare i bisogni assistenziali con le opportunità offerte dall’innovazione scientifica.
Tra le attività previste vi è anche la realizzazione di un modello econometrico predittivo sviluppato da ALTEMS e CEIS-EEHTA, centri di ricerca rispettivamente collegati alla Università Cattolica del Sacro Cuore e alla Università degli Studi di Roma Tor Vergata.
Questo strumento avrà l’obiettivo di stimare in anticipo gli effetti economici delle nuove prospettive diagnostiche e terapeutiche disponibili per la gestione delle MICI.
Il ruolo dei modelli previsionali e dell’HTA
Secondo Eugenio Di Brino, co-fondatore di Altems Advisory, i modelli previsionali possono supportare la programmazione sanitaria simulando l’impatto di diverse strategie di gestione delle malattie e delle innovazioni terapeutiche.
Anche Paolo Sciattella, ricercatore del CEIS-EEHTA, sottolinea l’importanza di approcci multidisciplinari come l’Health Technology Assessment per valutare il valore dei percorsi di diagnosi e cura sulla base di evidenze scientifiche solide.
L’iniziativa mira quindi a trasformare dati epidemiologici, clinici ed economici in strumenti utili per i decisori pubblici, con l’obiettivo di migliorare gli esiti clinici e la qualità di vita dei pazienti, garantendo al contempo un utilizzo efficiente delle risorse sanitarie.
Innovazione come leva per migliorare l’assistenza
Per Giorgio Ghignoni, co-coordinatore del Gruppo di lavoro Prevenzione di Assobiotec, l’adozione appropriata delle soluzioni innovative non deve essere vista come un costo aggiuntivo ma come un’opportunità per migliorare diagnosi e trattamenti e ottimizzare le risorse del sistema sanitario.
L’obiettivo finale del progetto è favorire strategie integrate di prevenzione, assistenza e cura basate su dati di real world, in linea con le priorità sanitarie europee e nazionali.



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