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Carcinoma uroteliale avanzato: nuova terapia rimborsata cambia lo standard di cura

Oncologia

Una svolta nel trattamento di prima linea del carcinoma uroteliale non resecabile o metastatico: l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha riconosciuto la rimborsabilità di enfortumab vedotin in associazione a pembrolizumab, prima combinazione approvata in Italia in grado di dimostrare una superiorità clinica rispetto alla chemioterapia contenente platino, standard di cura da quasi 40 anni.

L’approvazione si basa sui risultati dello studio globale di Fase 3 EV-302 (KEYNOTE-A39), che ha coinvolto 886 pazienti precedentemente non trattati. L’associazione terapeutica ha mostrato una sopravvivenza globale mediana di 31,5 mesi, quasi doppia rispetto ai 16,1 mesi ottenuti con la sola chemioterapia, con una riduzione del rischio di morte del 53%. Anche la sopravvivenza libera da progressione è risultata significativamente superiore (12,5 mesi vs 6,3 mesi).

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Il tumore della vescica rappresenta il quarto tumore più frequente in Italia, con oltre 31.000 nuove diagnosi ogni anno. Circa il 12% dei pazienti riceve la diagnosi in fase avanzata o metastatica, una condizione associata a prognosi sfavorevole e forte impatto sulla qualità di vita.

«Questa combinazione può cambiare la storia clinica di questi pazienti», afferma Roberto Iacovelli, oncologo medico al Policlinico Gemelli di Roma. «Enfortumab vedotin è un anticorpo farmaco-coniugato che veicola il chemioterapico direttamente nelle cellule tumorali che esprimono Nectina-4, mentre pembrolizumab riattiva la risposta immunitaria. L’azione sinergica su due fronti diversi rappresenta una vera rivoluzione terapeutica».

Dal punto di vista della sicurezza, il profilo osservato nello studio EV-302 è risultato coerente con i dati già noti: gli eventi avversi più comuni di grado ≥3 includono rash cutaneo, iperglicemia, neuropatia periferica e anemia, senza nuovi segnali di allarme.

I dati più recenti confermano la durabilità delle risposte: oltre il 74% dei pazienti con risposta completa mantiene il beneficio a 24 mesi. Sulla base di queste evidenze, le principali linee guida internazionali, tra cui ESMO ed EAU, hanno già posizionato l’associazione come prima scelta in prima linea.

La disponibilità e rimborsabilità in Italia di questa terapia segna un passo decisivo verso il superamento della chemioterapia tradizionale, offrendo nuove prospettive di sopravvivenza e qualità di vita ai pazienti con carcinoma uroteliale avanzato.

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