
Riguarda oltre 137mila dirigenti. Incrementi medi di 490 euro al mese.
Il Consiglio dei ministri ha approvato il contratto nazionale 2022-2024 dell’Area Sanità, che interessa oltre 137mila dirigenti del Servizio sanitario nazionale. Il rinnovo riguarda circa 120mila dirigenti medici e 17mila dirigenti sanitari non medici e prevede un incremento economico medio mensile pari a 490 euro.
Il contratto, approvato oggi in sede di Cdm, passerà ora all’esame della Corte dei Conti per il controllo di legittimità e successivamente tornerà all’ARAN per la sottoscrizione definitiva.
"Impegno sui rinnovi contrattuali"
A commentare l’approvazione è stato il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo. "Continua l’impegno di questo Governo sul fronte dei rinnovi contrattuali", ha dichiarato in una nota.
"La sanità è uno dei pilastri del nostro Paese: sostenere medici, dirigenti e professionisti sanitari – ha aggiunto – vuol dire rafforzare il sistema nel suo complesso e renderlo più efficiente e vicino ai bisogni delle persone".
Attenzione ai neoassunti e attrattività del Ssn
Secondo quanto evidenziato dal ministro, il rinnovo introduce anche misure rivolte ai professionisti più giovani. Il contratto, ha spiegato Zangrillo, "avrà tra le altre cose un’attenzione concreta per i neoassunti", a testimonianza della "volontà di rendere sempre più attrattivo e competitivo il servizio pubblico".
Un passaggio che si inserisce nel più ampio dibattito sulla capacità del Servizio sanitario nazionale di trattenere e attrarre professionisti, in un contesto segnato da carenze di personale e crescente pressione sul sistema.
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