
La rigenerazione del midollo spinale entra nel dibattito scientifico internazionale grazie a una scoperta tutta italiana. La rivista Immunity, tra le più autorevoli nel panorama delle scienze immunologiche, dedica la copertina di febbraio a uno studio che apre nuove prospettive terapeutiche per danni spinali finora considerati permanenti.
Il lavoro è alla base della nascita di Hemera, spin-off dell’Università di Verona e dell’Università degli Studi di Milano, impegnato nello sviluppo clinico di REMaST® (Regenerative Educated Macrophage Self Transplantation), una strategia di terapia cellulare mirata alla riparazione del tessuto nervoso.
La ricerca, coordinata da Ilaria Decimo, Francesco Bifari, Massimo Locati e Guido Fumagalli insieme a un network internazionale di centri d’eccellenza, dimostra che i macrofagi – cellule immunitarie note per il loro coinvolgimento nel microambiente tumorale – possono, in condizioni specifiche, favorire la ricrescita del tessuto nervoso. Un risultato che ridefinisce il ruolo del sistema immunitario nei processi rigenerativi.
Secondo i ricercatori, la riprogrammazione funzionale dei macrofagi consente di attivare meccanismi biologici capaci di sostenere la riparazione tissutale anche nel contesto di una lesione del midollo spinale. L’approccio potrebbe avere ricadute future anche in altre patologie caratterizzate da perdita di tessuto, come ictus ischemico, trauma cranico e fibrosi cardiaca.
La piattaforma REMaST® agisce attraverso sei azioni integrate: promozione della crescita neuronale, rimodellamento della matrice extracellulare, stimolo dell’angiogenesi, miglioramento dell’ossigenazione, modulazione immunitaria e migrazione mirata verso il sito della lesione. Un’azione sinergica che punta a superare i limiti delle precedenti strategie basate sulle cellule staminali.
Fondata nel 2021, Hemera ha già raccolto oltre 3 milioni di euro in un round pre-seed, destinati a studi preclinici, sviluppo produttivo e tutela brevettuale. L’azienda ha ottenuto dall’Agenzia Europea dei Medicinali la designazione di farmaco orfano, facilitando l’iter regolatorio per patologie rare ad alto bisogno clinico.
Il prossimo traguardo è l’avvio della sperimentazione clinica entro il 2027: una fase iniziale su sei pazienti per valutare sicurezza e dosaggio, seguita da uno studio su circa venti persone per verificarne l’efficacia. In caso di esito positivo, il programma potrebbe accedere al percorso accelerato europeo PRIME.
La cover di Immunity rappresenta non solo un riconoscimento scientifico, ma anche un segnale concreto del potenziale della ricerca italiana nel campo della medicina rigenerativa avanzata.




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