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Medici: quando si presenta la domanda di pensione

Previdenza

Quando si pianifica l’uscita dal mondo del lavoro, dopo aver effettuato tutti i calcoli per la migliore soluzione da percorrere (età, anzianità contributiva, data di cessazione del rapporto) ci si scontra sempre con il solito dubbio: quando debbo presentare la domanda di pensione? E i medici non fanno eccezione.

Se si guarda ai medici dipendenti del settore privato (classico il caso dei dipendenti di case di cura), la domanda di pensione all’Inps può essere presentata non prima di 60 giorni dalla decorrenza del trattamento. Per gli ospedalieri questo limite non esiste, ed infatti generalmente le domande vengono presentate circa tre mesi prima della cessazione del rapporto.

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Nel caso di pensioni anticipate (quelle che si conseguono prima di raggiungere i 67 anni, grazie generalmente al requisito dell’anzianità contributiva), la domanda all’Inps va comunque presentata entro il mese precedente la decorrenza della pensione, perché, dal momento che la decorrenza non può essere anteriore alla domanda, in caso contrario si rischia di perdere ratei di pensione.

Questo non succede invece per le pensioni di vecchiaia, la cui domanda è sempre valida, fermi restando i 5 anni di prescrizione dei singoli ratei. Per capirci, l’ospedaliero cessato a 67 anni può presentare domanda fino a quando ne compie 72, senza perdere nulla: gli verranno pagati tutti gli arretrati. Se invece presenta la domanda a 72 anni e mezzo, perderà sei mesi di pensione per intervenuta prescrizione. Stesso principio e medesima prescrizione anche per le domande all’Enpam dei medici convenzionati e accreditati.

Sono previsti termini particolari per alcuni canali di pensionamento Inps: ad esempio, per opzione donna, se si sono maturati i requisiti lo scorso anno (visto che nel 2026 la legge di bilancio l’ha abolita), la domanda va presentata entro il 28 febbraio.

Per quanto riguarda l’Enpam, la data della domanda di pensione anticipata dei medici convenzionati o accreditati, se si è in possesso dei prescritti requisiti (generalmente 35 anni di contributi e 62 anni di età, oltre ovviamente alla cessazione del rapporto) ne determina la decorrenza (mese successivo alla domanda). Quindi, se non si vogliono perdere ratei di pensione, anche in questo caso la domanda va presentata il mese precedente al raggiungimento dei requisiti. Il medesimo principio si applica anche alla pensione anticipata dei medici liberi professionisti (la cosiddetta Quota B), dove non è necessaria la cessazione dell’attività.

Riguardo alla pensione di vecchiaia dei medici convenzionati, per quanti sono ancora in attività fino ai 68 anni ed oltre, è ora possibile presentare la domanda fino a 90 giorni prima della cessazione. Questo consente agli uffici di istruire la domanda e liquidarla, in molti casi, già lo stesso mese della sua decorrenza, passando in modo indolore dallo stipendio alla pensione. Per la pensione di vecchiaia del Fondo Generale è invece ancora necessario aspettare il giorno successivo al compimento dei 68 anni di età, perché, in assenza di obbligo di cessazione, l’età diventa requisito essenziale. Stesso discorso per i medici convenzionati che avevano cessato l’attività prima di compiere i 68 anni.

Nel caso della pensione di vecchiaia della Quota B è importante poi presentare la domanda prima del compimento dei 70 anni, perché altrimenti si perdono gli arretrati da 68 a 70 anni, e la pensione, pur con maggiorazioni interessanti, decorre dal mese successivo alla data della domanda.

Le domande di pensione Enpam si presentano dall’area riservata del sito. È anche possibile delegare un familiare o un commercialista, ed anche servirsi degli uffici degli Ordini provinciali, che possono utilizzare i canali telematici loro riservati o anche (in via eccezionale) i moduli cartacei.

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