
Una revisione di 48 studi evidenzia che la sospensione degli agonisti del recettore GLP-1 porta spesso a una ripresa significativa dei chili entro un anno.
I farmaci utilizzati per il trattamento dell’obesità appartenenti alla classe degli agonisti del recettore GLP-1 possono favorire una significativa perdita di peso, ma gli effetti tendono a ridursi nel tempo dopo la sospensione della terapia.
È quanto emerge da una nuova analisi condotta da ricercatori della University of Cambridge e pubblicata sulla rivista scientifica eClinicalMedicine.
Ripresa del peso dopo la sospensione
La revisione ha preso in esame i dati di 48 studi clinici dedicati agli effetti a medio termine dei farmaci anti-obesità basati su agonisti del recettore GLP-1.
Secondo i risultati, i pazienti che interrompono il trattamento tendono a recuperare circa il 60% del peso perso, generalmente entro un anno dalla fine della terapia.
I ricercatori hanno inoltre elaborato alcune proiezioni statistiche sugli effetti a più lungo termine. Le stime indicano che, con il passare del tempo, i pazienti potrebbero arrivare a riacquistare fino al 75% del peso inizialmente ridotto.
I farmaci analizzati
Tra i medicinali inclusi nell’analisi figurano alcuni dei trattamenti più diffusi nella gestione dell’obesità e del diabete di tipo 2, tra cui:
Questi farmaci agiscono mimando l’azione del GLP-1, un ormone intestinale che contribuisce a regolare l’appetito e il metabolismo del glucosio, favorendo la riduzione dell’introito calorico e il controllo del peso corporeo.
Un beneficio che può comunque persistere
Nonostante la tendenza al recupero del peso dopo la sospensione della terapia, alcuni esperti sottolineano che il trattamento con agonisti del GLP-1 può comunque determinare una riduzione stabile di almeno il 5% del peso iniziale in una parte dei pazienti.
Una perdita di peso di questa entità è considerata clinicamente rilevante, perché associata a benefici metabolici e cardiovascolari.
Lo studio conferma quindi l’efficacia di questi farmaci nel favorire il dimagrimento, ma suggerisce anche la necessità di strategie a lungo termine — che includano interventi sullo stile di vita — per mantenere i risultati ottenuti.
Da AI e cybersecurity alla figura del Chief Innovation Officer. A Torino AIIC rilancia il ruolo strategico degli ingegneri clinici nella trasformazione della sanità.
Approvata la graduatoria del bando 2025 sulle malattie rare. Il finanziamento conferma l'evoluzione dell'AIFA verso un ruolo sempre più attivo nel sostegno all'innovazione.
Anaao chiede un tavolo nazionale sul ruolo dei professionisti nella sanità territoriale. Di Silverio: "No a trasferimenti impropri di medici ospedalieri".
Dall'Osservatorio Cyber4Health emerge una nuova crescita delle vulnerabilità nei dispositivi medici. Gli esperti: sicurezza da progettare fin dall'origine.
All’Università UniCamillus un confronto tra esperti di farmacologia, tossicologia e neuroscienze sulle conseguenze sanitarie del consumo di tabacco, sigarette elettroniche e sostanze d’abuso. Focus sui giovani, sul policonsumo e sulle strategie di co
I dati dell’Iss mostrano un fenomeno stabile ma prevenibile: errori frequenti, gruppi più esposti e regole da seguire per ridurre i rischi
L'ultima presa di posizione dell'amministrazione Trump contro lo Iarc è solo l’ultima frattura tra due mondi sempre più lontani. Ora anche nelle politiche sanitarie.
Commenti