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Sanità privata, AISI rilancia: “Non un costo ma una risorsa”. Ma il boom della spesa out-of-pocket riapre il nodo dell’equità

L’associazione delle imprese sanitarie chiede più integrazione nel sistema. Ma i 46 miliardi di spesa diretta delle famiglie raccontano anche un accesso sempre più selettivo alle cure.
Sanità pubblica

La sanità privata "non è un costo aggiuntivo, ma una risorsa strutturale per garantire continuità ai cittadini". È la posizione espressa da AISI, l’Associazione delle imprese sanitarie indipendenti, che interviene nel dibattito sulla sostenibilità del sistema sanitario nazionale partendo da un dato ormai consolidato: la crescita della spesa sanitaria sostenuta direttamente dalle famiglie.

Secondo le elaborazioni basate sui dati del Sistema dei conti della sanità (Istat/MEF), nel 2024 la spesa out-of-pocket ha raggiunto i 46,4 miliardi di euro, con un incremento del 7,7% rispetto all’anno precedente.

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Il dato è noto: più spesa privata significa soprattutto più domanda di servizi specialistici

Il fenomeno riguarda soprattutto la specialistica ambulatoriale. Oltre il 47% della spesa privata si concentra su visite ed esami diagnostici, cioè su quelle prestazioni dove il sistema pubblico fatica a garantire tempi di accesso compatibili con i bisogni dei cittadini. Secondo AISI, questo dato non va letto come una deriva, ma come un segnale di domanda inevasa che il privato contribuisce a intercettare.

"La sanità privata agisce oggi come uno scudo di stabilità per l’intero sistema salute", afferma Karin Saccomanno, presidente dell’associazione. "I cittadini si rivolgono a noi per esigenze di efficacia e tempestività, non in contrapposizione al pubblico".

La richiesta: più integrazione e meno vincoli

Da qui la proposta rivolta alla politica: riconoscere al privato un ruolo più strutturato nella programmazione sanitaria.

Nel concreto, la richiesta si traduce in alcuni punti operativi: maggiore flessibilità nei tetti di attività, superamento dei limiti alla capacità erogativa delle strutture accreditate e strumenti fiscali che riducano il peso diretto sui cittadini.

Le imprese del settore rivendicano una capacità produttiva e organizzativa che, secondo il direttore generale Giovanni Onesti, "risponde a una domanda che la spesa pubblica, cresciuta a ritmi inferiori, fatica a soddisfare".

Il punto critico: sostenibilità o selezione dell’accesso

Ma è proprio il dato da cui parte la riflessione – la crescita della spesa diretta – a riaprire una questione più ampia. Se da un lato il ricorso al privato contribuisce a ridurre le liste d’attesa e a garantire accesso più rapido alle prestazioni, dall’altro segnala una progressiva difficoltà del sistema pubblico a garantire universalità.

I 46 miliardi di spesa out-of-pocket non rappresentano solo una domanda di qualità, ma anche un indicatore di selettività nell’accesso alle cure, legata alla capacità economica dei cittadini.

Il contesto: un sistema già attraversato da tensioni

L’intervento di AISI si inserisce in una fase di forte tensione nel sistema sanitario, in cui si intrecciano più livelli: la difficoltà del pubblico nel rispondere alla domanda, il ruolo crescente del privato e il conflitto aperto sul lavoro, in particolare nel comparto della sanità privata accreditata, con il rinnovo dei contratti ancora fermo e uno sciopero nazionale già fissato per il 17 aprile.

In questo quadro, la richiesta di maggiore integrazione avanzata dalle imprese sanitarie si confronta con una realtà più complessa, in cui il tema non è solo la capacità di erogare servizi, ma il modello complessivo di accesso alle cure.

Tra integrazione e equilibrio del sistema

AISI parla di "sostegno vitale" al sistema sanitario e propone un modello di collaborazione più stretto tra pubblico e privato. Il punto, però, resta aperto: se questa integrazione possa tradursi in un rafforzamento dell’offerta complessiva o se rischi di accentuare differenze già presenti, soprattutto sul piano dell’accessibilità.

È su questo equilibrio - tra capacità produttiva, sostenibilità economica ed equità - che si gioca oggi una parte rilevante del dibattito sulla sanità italiana.

Sanità pubblica
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