|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Spesa sanitaria, Ocse: Italia cresce fino al 2026, poi rallenta. Pressione su sostenibilità

Ocse: spesa sanitaria italiana in crescita fino al 2026 (3,5–4,5%), poi rallenta. Spazio fiscale limitato e sostenibilità al centro.
Sanità pubblica

La spesa sanitaria pubblica italiana torna a crescere dopo il rallentamento post-pandemico, ma con prospettive di stabilizzazione e nuove pressioni sulla sostenibilità nel medio termine. È quanto emerge dal nuovo rapporto dell’OCSE, "Ultime tendenze e prospettive in materia di spesa sanitaria".

Secondo il documento, in Italia "la crescita della spesa prevista per il 2025 e il 2026 è compresa tra il 3,5% e il 4,5%", prima di un rallentamento atteso nel 2027. La quota di Pil destinata alla sanità dovrebbe attestarsi intorno al 6,4%, in linea con i livelli pre-pandemici.

pubblicità

Dopo il picco Covid, ritorno ai livelli pre-pandemia

Il dato italiano si inserisce in un quadro più ampio che riguarda i 38 Paesi membri dell’Ocse, dove la sanità rappresenta la seconda voce di spesa pubblica dopo la protezione sociale.

Durante la pandemia, la crescita della spesa sanitaria ha raggiunto livelli eccezionali: +5% nel 2020 e +8% nel 2021 in termini reali. Con il superamento della fase acuta dell’emergenza, si è registrata una contrazione nel 2022 (-2%) e una stabilizzazione nel 2023.

Nel 2024, tuttavia, la spesa è tornata a crescere a ritmi superiori al Pil, con un incremento medio di circa il 4%. Nello stesso anno, la spesa sanitaria ha rappresentato il 9,3% del Pil nei Paesi Ocse, al di sotto del picco del 2021 (9,6%) ma superiore ai livelli del 2019.

Prospettive difficili e margini fiscali ridotti

Il punto critico riguarda le prospettive economiche. "Le prospettive rimangono difficili, con un impatto sulle risorse che i Paesi saranno in grado di mobilitare per la sanità", evidenzia l’Ocse.

La combinazione tra crescita economica debole e disavanzi pubblici elevati rischia di comprimere ulteriormente lo spazio fiscale disponibile, limitando la capacità di sostenere nel tempo l’aumento della spesa sanitaria.

Efficienza e investimenti per la resilienza del sistema

In questo contesto, il rapporto indica due vie principali per garantire la sostenibilità dei sistemi sanitari.

Da un lato, il miglioramento dell’efficienza, definito "fondamentale per rendere il percorso finanziariamente sostenibile". Dall’altro, la necessità di mantenere adeguati investimenti in capitale, considerati essenziali per rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari di fronte a futuri shock.

Sanità pubblica
Commenti

I Correlati

Long Covid, Ocse: costi per 145 miliardi l’anno. L’impatto della pandemia resta nel tempo
Sanità pubblica
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Personale Ssn, il turnover resta positivo ma rallenta: nel 2024 saldo negativo per i medici
Sanità pubblica
Personale Ssn, il turnover resta positivo ma rallenta: nel 2024 saldo negativo per i medici
Il personale a tempo indeterminato continua a crescere, ma il ricambio perde slancio. Nel 2024 gli assunti “puri” sono 44.179 contro 33.810 cessazioni. Tra i medici, però, le uscite superano gli ingressi
Pnrr Salute alla prova finale: restano Case e Ospedali di Comunità e posti letto
Sanità pubblica
Pnrr Salute alla prova finale: restano Case e Ospedali di Comunità e posti letto
Rendicontati sette dei dieci obiettivi dell'ultima rata. Ancora in verifica l'operatività di 1.038 Case e 307 Ospedali di Comunità e 5.922 posti letto.
Medicina generale, candidati più che doppi ma le borse rischiano di restare vuote
Sanità pubblica
Medicina generale, candidati più che doppi ma le borse rischiano di restare vuote
Per 2.651 posti ci sono 5.870 iscritti, ma con forti squilibri regionali. Fimmg propone la mobilità degli idonei per coprire le borse rimaste vacanti.
Rapporto CedAP: meno nascite, maternità più tardiva e cesarei oltre la media UE
Sanità pubblica
Rapporto CedAP: meno nascite, maternità più tardiva e cesarei oltre la media UE
Nel 2025 registrati 353 mila parti. Sale a 33,4 anni l'età media delle madri italiane, mentre il ricorso al cesareo resta elevato, soprattutto nelle strutture private.

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.