
La spesa sanitaria pubblica italiana torna a crescere dopo il rallentamento post-pandemico, ma con prospettive di stabilizzazione e nuove pressioni sulla sostenibilità nel medio termine. È quanto emerge dal nuovo rapporto dell’OCSE, "Ultime tendenze e prospettive in materia di spesa sanitaria".
Secondo il documento, in Italia "la crescita della spesa prevista per il 2025 e il 2026 è compresa tra il 3,5% e il 4,5%", prima di un rallentamento atteso nel 2027. La quota di Pil destinata alla sanità dovrebbe attestarsi intorno al 6,4%, in linea con i livelli pre-pandemici.
Dopo il picco Covid, ritorno ai livelli pre-pandemia
Il dato italiano si inserisce in un quadro più ampio che riguarda i 38 Paesi membri dell’Ocse, dove la sanità rappresenta la seconda voce di spesa pubblica dopo la protezione sociale.
Durante la pandemia, la crescita della spesa sanitaria ha raggiunto livelli eccezionali: +5% nel 2020 e +8% nel 2021 in termini reali. Con il superamento della fase acuta dell’emergenza, si è registrata una contrazione nel 2022 (-2%) e una stabilizzazione nel 2023.
Nel 2024, tuttavia, la spesa è tornata a crescere a ritmi superiori al Pil, con un incremento medio di circa il 4%. Nello stesso anno, la spesa sanitaria ha rappresentato il 9,3% del Pil nei Paesi Ocse, al di sotto del picco del 2021 (9,6%) ma superiore ai livelli del 2019.
Prospettive difficili e margini fiscali ridotti
Il punto critico riguarda le prospettive economiche. "Le prospettive rimangono difficili, con un impatto sulle risorse che i Paesi saranno in grado di mobilitare per la sanità", evidenzia l’Ocse.
La combinazione tra crescita economica debole e disavanzi pubblici elevati rischia di comprimere ulteriormente lo spazio fiscale disponibile, limitando la capacità di sostenere nel tempo l’aumento della spesa sanitaria.
Efficienza e investimenti per la resilienza del sistema
In questo contesto, il rapporto indica due vie principali per garantire la sostenibilità dei sistemi sanitari.
Da un lato, il miglioramento dell’efficienza, definito "fondamentale per rendere il percorso finanziariamente sostenibile". Dall’altro, la necessità di mantenere adeguati investimenti in capitale, considerati essenziali per rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari di fronte a futuri shock.




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