
Uno studio su oltre 130mila persone
L’analisi ha coinvolto 131.821 partecipanti, seguiti per un periodo mediano di quasi 37 anni nell’ambito di due grandi studi epidemiologici statunitensi. Durante il follow-up sono stati registrati oltre 11.000 casi di demenza.
I risultati mostrano che un consumo più elevato di caffè con caffeina è associato a un rischio significativamente inferiore di sviluppare demenza rispetto a un consumo più basso.
I benefici di caffè e tè
Gli effetti protettivi sembrano legati ai composti bioattivi presenti nel caffè, tra cui:
Queste sostanze possono contribuire a:
Anche il tè mostra un’associazione simile con la protezione cognitiva, mentre il caffè decaffeinato non evidenzia benefici significativi.
Le quantità “protettive”
Secondo lo studio, i maggiori benefici si osservano con:
Si tratta quindi di un consumo moderato, coerente con uno stile di vita equilibrato.
Un problema globale in crescita
La Organizzazione Mondiale della Sanità stima che oltre 55 milioni di persone nel mondo convivano oggi con una forma di demenza. Le previsioni indicano un aumento fino a:
Prevenzione ancora centrale
Poiché le terapie disponibili sono ancora limitate, la prevenzione resta la strategia principale. Oltre al consumo moderato di caffè e tè, gli esperti sottolineano l’importanza di:
In questo contesto, le abitudini quotidiane possono giocare un ruolo rilevante nel preservare la salute cognitiva nel lungo periodo.

Primi accreditamenti della Fondazione One Health. Tre livelli di certificazione e accordi con Ministero della Salute e Fiaso per sviluppare progetti di prevenzione.

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