
UGL Salute chiede regole uniformi e controlli stringenti sull’impiego di professionisti stranieri nel SSN, tra carenze di organico e criticità sistemiche
L’impiego di personale sanitario straniero con qualifiche non pienamente validate torna al centro del dibattito nazionale, sollevando interrogativi sulla sicurezza delle cure e sulla sostenibilità del sistema. A lanciare l’allarme è il segretario nazionale di UGL Salute, Gianluca Giuliano, che invita a superare le soluzioni emergenziali adottate negli ultimi anni.
Secondo i dati riportati, il caso del Piemonte rappresenta un indicatore significativo: oltre 3.200 operatori sanitari provenienti da Paesi extra-UE risultano attivi senza un riconoscimento ministeriale definitivo del titolo, tra cui più di 500 medici e circa 160 odontoiatri.
UGL Salute sottolinea come il contributo dei professionisti stranieri possa rappresentare una risorsa strategica, soprattutto in una fase di carenza cronica di personale. Tuttavia, l’organizzazione sindacale evidenzia la necessità di garantire standard omogenei e verifiche sostanziali delle competenze cliniche, evitando che le deroghe emergenziali si trasformino in prassi consolidate.
Tra le criticità segnalate emergono anche aspetti legati alla comunicazione medico-paziente e all’integrazione professionale. La piena padronanza della lingua italiana e percorsi strutturati di inserimento vengono indicati come elementi imprescindibili per assicurare qualità assistenziale e sicurezza. Parallelamente, viene evidenziato il rischio di condizioni lavorative precarie per gli stessi operatori stranieri, spesso impiegati senza adeguate tutele e prospettive di stabilizzazione. Alla base della problematica, secondo Giuliano, resta la carenza di programmazione del fabbisogno sanitario: anni di investimenti insufficienti in formazione e assunzioni hanno contribuito a creare un vuoto che oggi viene colmato con misure temporanee. Per affrontare la situazione, UGL Salute propone l’istituzione di un tavolo nazionale con Ministero della Salute, Regioni e parti sociali, finalizzato a definire procedure trasparenti e uniformi per il riconoscimento dei titoli esteri, superare definitivamente le deroghe e avviare un piano straordinario di valorizzazione del personale.
La priorità, conclude il sindacato, resta la tutela dei pazienti e il mantenimento di elevati standard di cura, attraverso regole certe e una visione strategica di lungo periodo.
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