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Malattie renali rare, al via da Milano la campagna CL3AR

Informazione e diagnosi precoce al centro di un progetto dedicato a malattie ancora poco riconosciute
Nefrologia

Una nuova campagna itinerante dedicata alle malattie renali rare. Il titolo è "CL3AR: obiettivi chiari per la salute dei tuoi reni" ed è partita ieri da Milano con l’obiettivo di accendere i riflettori su patologie ancora troppo spesso invisibili.

Promossa da Sobi Italia e patrocinata da progetto DDD ETS, FIR, SINEPE e SIP, l’iniziativa mira a colmare il gap di conoscenza su condizioni che, pur rappresentando meno del 5% delle malattie renali croniche, con un impatto rilevante sul rischio di progressione verso l’insufficienza renale, soprattutto in età pediatrica.

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Patologie rare ma altamente impattanti

Le malattie renali rare costituiscono infatti oltre il 50% dei casi di insufficienza renale nei bambini e il 25% negli adulti. Tra queste, la glomerulopatia da C3 (C3G) e la glomerulonefrite membrano proliferativa da immunocomplessi primaria (IC-MPGN) sono forme ultra-rare caratterizzate da una prognosi spesso sfavorevole: entro 10 anni dalla diagnosi, circa il 50% dei pazienti adulti e il 20% dei pediatrici progredisce verso l’insufficienza renale. A rendere ancora più critica la gestione di queste patologie è la loro natura silente, soprattutto nelle fasi iniziali, che ne ritarda il riconoscimento e l’intervento terapeutico.

Diagnosi precoce

La difficoltà diagnostica rappresenta una delle principali criticità. Secondo i dati disponibili, il 44% dei pazienti con malattie renali rare attende oltre un anno prima di ricevere una diagnosi corretta, perdendo così una finestra terapeutica fondamentale.

"Le malattie renali rare come la C3G e la IC-MPGN primaria rappresentano una sfida clinica complessa, che inizia con la difficoltà di riconoscerle tempestivamente e prosegue con la gestione di percorsi terapeutici spesso frammentati. La diagnosi precoce è un passaggio cruciale: saper cogliere alcuni segni all’esame delle urine e del sangue e indirizzare il paziente verso centri di riferimento. Può fare la differenza nel rallentare la progressione della malattia e nel migliorare la qualità di vita," spiega il professor Domenico Santoro, direttore della Uoc di Nefrologia e Dialisi dell’Aou G. Martino di Messina.

Un tour nazionale per informare cittadini e pazienti

La campagna si sviluppa come un roadshow con tappe successive a Bari, Torino, Bologna, Palermo e Roma. Nei gazebo allestiti nelle città, i cittadini potranno accedere a informazioni sul funzionamento dei reni, conoscere le patologie croniche e rare e confrontarsi direttamente con esperti. L’iniziativa utilizza strumenti divulgativi e installazioni interattive per rendere accessibili contenuti complessi, favorendo una maggiore consapevolezza sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce.

L’impatto nei pazienti pediatrici e nelle famiglie

Le ricadute delle malattie renali rare sono particolarmente significative nei più giovani, dove la patologia incide non solo sul piano clinico ma anche su quello psicologico e sociale.

"Nei bambini e negli adolescenti, la malattia renale cronica, in particolare se rara, può interferire con lo sviluppo fisico e psicologico, richiedendo un monitoraggio costante e un approccio terapeutico personalizzato – sottolinea il dottor Antonio Mastrangelo, della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano. –. Rimangono ancora bisogni insoddisfatti, che rendono fondamentale una presa in carico multidisciplinare e coordinata".

Anche il contesto familiare risente fortemente del carico assistenziale, con ripercussioni organizzative, economiche ed emotive.

Il punto di vista dei pazienti

A evidenziare le criticità quotidiane è Fabrizio Spoleti, presidente di progetto DDD ETS:
"Per le persone che convivono con malattie renali rare come la C3G, il percorso di diagnosi e gestione della malattia è spesso lungo e complesso. La sensazione di isolamento, la difficoltà di conciliare scuola o lavoro con le cure e la mancanza di punti di riferimento stabili pesano fortemente sulla qualità di vita". Le iniziative di sensibilizzazione, come CL3AR, assumono quindi un duplice valore: aumentare la conoscenza e dare voce a una comunità ancora poco rappresentata.

L’impegno della ricerca e dell’industria

Negli ultimi anni, la ricerca clinica nel campo delle malattie renali rare ha registrato progressi importanti, anche grazie al coinvolgimento crescente dell’industria farmaceutica. E "l’innovazione responsabile non può prescindere dall’ascolto attivo e dalla collaborazione continua con la comunità scientifica e la comunità dei pazienti," afferma Carina Fiocchi, direttore medico Sobi Italia, Grecia, Malta e Cipro.

In questo contesto si inserisce anche Unite4Rare, iniziativa che rafforza l’impegno di lungo periodo verso pazienti e caregiver, con l’obiettivo di generare benefici concreti e misurabili.

C3G e IC-MPGN: cosa sono e come agiscono

La glomerulopatia da C3 e la IC-MPGN primaria condividono un meccanismo patologico legato a un’eccessiva attivazione della proteina C3 del sistema immunitario. Questo porta a danni ai glomeruli renali, compromettendo la capacità dei reni di filtrare correttamente sangue e liquidi. Si tratta di patologie che colpiscono indistintamente maschi e femmine, spesso diagnosticate in età pediatrica o adolescenziale e nella maggior parte dei casi senza una causa identificabile in maniera chiara.

Nefrologia
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