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Cannabis e salute del cuore, a rischio anche con uso occasionale

Prevenzione Cardiovascolare Redazione Pazienti | 11/05/2026 09:33

Dal congresso Anmco arriva l’allarme dei cardiologi: “non serve essere consumatori abituali per andare incontro a eventi gravi”

Anche una sola volta può bastare

Si pensa spesso che il rischio per il cuore riguardi solo chi ha problemi già noti o chi fa abuso abituale di sostanze. Ma non è sempre così. Secondo i cardiologi riuniti al congresso nazionale dell’Anmco, anche l’uso occasionale di sostanze può scatenare eventi improvvisi e pericolosi, come infarto o ictus, perfino in persone giovani e apparentemente sane. 

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"Le sostanze d’abuso possono incidere direttamente sulla comparsa e sull’evoluzione delle malattie cardiovascolari, modificandone caratteristiche cliniche e prognosi", spiega Domenico Gabrielli, presidente della Fondazione per il Tuo Cuore e direttore della Cardiologia dell’Ospedale San Camillo di Roma. Un messaggio che invita a cambiare prospettiva: non esiste una "soglia sicura" quando si parla di sostanze che possono influire sul cuore.

Cannabis: non è innocua per il cuore

Tra le sostanze più diffuse, la cannabis viene spesso percepita come meno pericolosa. In realtà, gli specialisti mettono in guardia anche su questo fronte. La sostanza infatti "può aumentare fino a sei volte il rischio di infarto del miocardio e fino al 40% quello di ictus".

È un dato che colpisce perché riguarda una sostanza considerata da molti "leggera", ma che invece può avere effetti importanti sull’apparato cardiovascolare.

Quando le sostanze mettono a rischio il cuore

Dall’infarto alle aritmie, fino all’ictus, le sostanze d’abuso sono associate a numerosi problemi cardiaci. Per questo i medici parlano sempre più spesso di un possibile quadro clinico specifico definito "possibile malattia cardiovascolare da sostanze d’abuso". Il punto è che il loro impatto non è episodico o marginale, bensì può incidere direttamente sulla salute del cuore nel tempo.

I segnali da ascoltare

Il corpo spesso manda segnali che non andrebbero ignorati, soprattutto dopo l’assunzione di sostanze. Tra quelli più importanti e da non sottovalutare, "vi sono dolore toracico, palpitazioni, mancanza di respiro e perdita di coscienza" sottolinea Gabrielli. Sintomi che devono spingere a chiedere immediatamente aiuto medico.

Prevenire è possibile

Oltre alla cura, i cardiologi insistono sull’importanza dell’informazione e della prevenzione. Sempre più iniziative, anche nelle scuole, puntano a spiegare in modo chiaro i rischi legati alle sostanze, proprio perché la percezione di pericolo è spesso sottostimata tra i più giovani. Come, ad esempio, il progetto "Cuore e Droghe. Un cuore per amico", promosso dalla Fondazione per il Tuo Cuore dei cardiologi Anmco.

"Riconoscere il ruolo delle sostanze d’abuso nelle malattie cardiovascolari è essenziale per affrontare una problematica in crescita e per proteggere la salute, soprattutto delle nuove generazioni – commenta Francesco Ciccirillo, cardiologo della Asl Lecce e coordinatore nazionale del progetto –. Fondamentale è anche il ruolo dei medici di medicina generale e dei servizi per le dipendenze, chiamati a riconoscere precocemente i segnali di rischio e indirizzare i pazienti verso percorsi di riabilitazione multidisciplinari".

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