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Obesità, aggiornate le linee guida Easo: più spazio alla terapia personalizzata e focus sulle complicanze epatiche

Salute Annalucia Migliozzi | 13/05/2026 13:38

Al Congresso europeo Eco2026 presentato il nuovo algoritmo terapeutico pubblicato su Nature Medicine. Rafforzate le evidenze su tirzepatide e semaglutide nella gestione del peso e della steatoepatite metabolica.

Nuove indicazioni per il trattamento farmacologico dell’obesità e delle sue complicanze metaboliche arrivano dall’European Association for the Study of Obesity (Easo), che ha pubblicato su Nature Medicine il primo aggiornamento 2025 delle linee guida cliniche dedicate alla gestione terapeutica della patologia. Il documento, presentato durante il Congresso europeo sull’obesità Eco2026 di Istanbul, integra le più recenti evidenze scientifiche provenienti dagli studi clinici internazionali e propone un algoritmo aggiornato orientato a una maggiore personalizzazione delle cure.

Tra gli aspetti centrali del nuovo documento emerge il rafforzamento delle indicazioni a favore di tirzepatide nei pazienti con obesità senza complicanze cliniche rilevanti, quando l’obiettivo prioritario è la riduzione ponderale. Secondo gli esperti Easo, le evidenze comparative disponibili mostrano oggi risultati più solidi rispetto a semaglutide e ad altre opzioni farmacologiche attualmente impiegate nella gestione dell’eccesso di peso.

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Gli autori sottolineano tuttavia che il nuovo algoritmo non deve essere considerato una graduatoria rigida tra molecole, ma uno strumento clinico di supporto alle decisioni terapeutiche. La scelta del trattamento, spiegano, deve continuare a basarsi sul profilo del paziente, sulle comorbidità associate, sulla tollerabilità e sulle preferenze individuali.

Un capitolo particolarmente rilevante dell’aggiornamento riguarda le patologie epatiche correlate all’obesità, soprattutto la steatoepatite associata a disfunzione metabolica (Mash), forma evolutiva della malattia epatica steatosica metabolica che può determinare infiammazione, fibrosi, cirrosi e aumentato rischio oncologico.

Alla luce dei risultati dello studio di fase 3 Essence, il nuovo algoritmo raccomanda sia semaglutide sia tirzepatide per favorire la remissione della Mash nei pazienti obesi. Per quanto riguarda invece il miglioramento della fibrosi epatica, le linee guida indicano al momento semaglutide come opzione con il maggior livello di evidenza scientifica disponibile.

L’aggiornamento conferma inoltre il crescente ruolo della medicina di precisione nella gestione dell’obesità, considerata sempre più una malattia cronica multifattoriale e non soltanto una condizione legata all’eccesso di peso corporeo. L’obiettivo delle nuove raccomandazioni è favorire strategie terapeutiche integrate, capaci di intervenire non solo sulla riduzione del peso, ma anche sulle complicanze cardiovascolari, metaboliche ed epatiche associate.

Secondo gli specialisti, il documento rappresenta un ulteriore passo verso modelli di cura più mirati e sostenibili, in grado di adattarsi all’evoluzione clinica del paziente e alle nuove conoscenze scientifiche disponibili nel settore dell’obesità e delle malattie metaboliche.

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