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Orecchie che tradiscono l’età: ecco i nuovi trattamenti estetici per un dettaglio spesso ignorato

Medicina Estetica Lucia Oggianu | 18/05/2026 12:16

Dall’acido ialuronico alla tossina botulinica, la medicina estetica scopre il potenziale dell’orecchio. E il lobo può rivelare anche un segnale di rischio cardiovascolare

Nessuno ci fa caso, eppure rivelano il segno degli anni che passano. Le orecchie invecchiano senza far rumore e sono un marker evidente dell’età biologica: il lobo si assottiglia, il foro degli orecchini scende, compaiono rughe sottili davanti al trago. Finché un giorno lo specchio restituisce un’immagine che non convince, senza capire bene perché. Gli esperti della Società italiana di medicina estetica (SIME) hanno una risposta e anche qualche soluzione.

Il lobo che cede

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Tra i segnali più comuni dell'invecchiamento auricolare c’è l'allargamento progressivo del foro auricolare, che fa scendere gli orecchini in modo sempre più evidente. A spiegarlo è la dottoressa Loredana Cavalieri, consigliere SIME:

"Spesso le pazienti si rivolgono a noi quando gli orecchini cominciano a pendere tristemente verso il basso. Questo è dovuto all'allargamento del foro del lobo, causato da un’atrofia progressiva del grasso. Di certo la correzione non può essere chirurgica. Bastano delle sapienti infiltrazioni di acido ialuronico "morbido", con il quale andiamo a creare vari micro-pomfi sia lungo il bordo che all'interno del lobo per rimpolparlo, ridargli consistenza. In questo modo il foro si restringe e l'aspetto dell'orecchio ne guadagna".

Stesso approccio per le piccole rughe verticali che compaiono davanti al trago: anche in questo caso l'acido ialuronico morbido è sufficiente per restituire un profilo più disteso e giovanile.

Una ruga sul lobo può nascondere un rischio cardiaco

Non tutte le rughe dell’orecchio sono solo una questione estetica. Alcune righe diagonali che attraversano il lobo auricolare — note come segno di Frank, dal nome del medico che le ha descritte per primo — sono associate a un aumentato rischio cardiovascolare.

"Alcune di queste rughe sono correlate a un aumentato rischio. E dato che il medico estetico è prima di tutto un medico, nell'ambito della visita dovrà consigliare a queste persone un check-up cardiologico", mette in guardia la dottoressa Cavalieri.

Si ipotizza che questa piega sia causata dalla perdita di fibre elastiche e dalla riduzione dell’apporto sanguigno ai piccoli vasi del lobo, un fenomeno degenerativo che potrebbe rispecchiare l’invecchiamento delle arterie coronarie. Non è una prova certa di malattia ma la sua comparsa, soprattutto se bilaterale e in soggetti sotto i 60 anni, è considerata un fattore di rischio indipendente. Il consiglio: parlarne con il proprio medico o con un cardiologo.

La nuova frontiera della neuromodulazione

Oltre all’acido ialuronico, la medicina estetica sta esplorando un approccio ancora più innovativo: la tossina botulinica applicata alla zona auricolare. Non per paralizzare ma per riequilibrare i vettori muscolari. A illustrarlo è la dottoressa Paola Rosalba Russo, componente del comitato scientifico del congresso SIME 2026:

"Da qui nasce un nuovo approccio: non un lifting chirurgico, ma una neuromodulazione funzionale con tossina botulinica. Con microdosi di tossina botulinica, guidate dall'anatomia, si migliorano i vettori muscolari auricolari, restituendo armonia e naturalezza. È un piccolo trattamento, ma con un grande impatto percettivo".

L'orecchio come parte dell'identità estetica del volto

Il messaggio che arriva dagli specialisti SIME è chiaro: trattare il viso senza considerare l’orecchio significa ottenere un risultato che non regge. Come sottolinea anche la dottoressa Russo, "l'orecchio non è un dettaglio. È parte dell’identità estetica del volto. La vera medicina estetica non è quella che si vede di più. È quella che si nota di meno, ma si percepisce meglio. Non deve trasformare, deve rispettare. Non deve riempire, deve rigenerare".

Sulla stessa lunghezza d'onda il presidente SIME Emanuele Bartoletti:

"Le orecchie fanno parte dell'unità estetica del volto. Quando pensiamo di correggere i segni dell’invecchiamento, non dobbiamo tralasciare nulla. Non focalizziamoci esclusivamente su zigomi e labbra, ma ricordiamoci di considerare tutte le componenti: qualità della cute, macchie, tono dermico, orecchie. Trattare tutto ci permetterà di trattare meno e ottenere risultati assolutamente naturali".

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