Canali Minisiti ECM

Palpebre più giovani, cicatrici zero: la rivoluzione italiana della blefaroplastica

Medicina Estetica Lucia Oggianu | 20/05/2026 11:05

Un’equipe di Salò ha messo a punto una tecnica mininvasiva che elimina le principali complicanze dell'intervento più richiesto al mondo

Due milioni di operazioni l’anno nel mondo, 40 mila solo in Italia. La blefaroplastica è da tempo il primo intervento di chirurgia plastica per volumi globali, eppure nasconde un paradosso scomodo: in alcuni pazienti, la correzione di un inestetismo ne genera un altro. Ora una nuova tecnica sviluppata in Italia potrebbe chiudere definitivamente questa partita.

Quando il rimedio diventa il problema

pubblicità

La blefaroplastica inferiore viene eseguita con un’incisione subciliare, ovvero appena sotto le ciglia, che durante la cicatrizzazione può far scendere il margine palpebrale, scoprendo eccessivamente la sclera, la parte bianca dell’occhio. È il cosiddetto "scleral show acquisito": in pratica, l’occhio assume un aspetto che i non addetti ai lavori definirebbero "a pesce".

Per prevenirlo, i chirurghi ricorrevano tradizionalmente ad ancoraggi dei tessuti. Ma anche questa soluzione aveva il suo rovescio: l’occhio rischiava di assumere una forma allungata, "a mandorla", innaturale e difficile da correggere. Un effetto che può richiedere mesi per attenuarsi e che, in rari casi, risulta irreversibile.

La svolta: l’incisione si sposta a metà palpebra

La risposta al problema è arrivata dalla clinica Villa Bella di Salò, sul Lago di Garda, dove la dottoressa Chiara Botti e la sua equipe hanno sviluppato un approccio radicalmente diverso: spostare il punto di incisione dalla zona subciliare alla metà della palpebra inferiore.

Grazie alla particolare struttura del tessuto palpebrale in quella zona, l’incisione non lascia cicatrici visibili, previene lo scivolamento del margine inferiore e corregge le borse e gli eccessi cutanei rispettando la forma naturale dell’occhio. Non servono più ancoraggi e, con essi, scompaiono i rischi correlati.

"Il nostro obiettivo era ringiovanire l’area perioculare rispettandone la forma naturale, senza alterarne espressività o funzionalità, e farlo senza che il percorso per arrivarci diventasse esso stesso un problema", spiega la dottoressa Botti, docente di chirurgia plastica presso le scuole di specializzazione delle Università di Padova, Verona e dell'Università Cattolica di Roma.

Mininvasiva, rapida, senza gonfiori

La procedura viene eseguita in anestesia locale e non provoca gonfiore né lividi. In pochi giorni, il paziente rimuove i punti e riprende le normali attività. Un salto di paradigma che richiama, per filosofia, la stessa evoluzione che la laparoscopia ha portato in altri ambiti della chirurgia: meno trauma, stesso risultato.

"La blefaroplastica inferiore è un intervento estremamente diffuso, anche nel nostro Paese. Proprio per questo ci siamo concentrati sulle complicanze che in alcuni casi rischiano di aggravare il problema invece di risolverlo", sottolinea la specialista.

L’Italia sale sul podio della chirurgia estetica mondiale

Il contesto in cui nasce questa innovazione è quello di un mercato in forte espansione. Secondo i dati ISAPS (International Society of Aesthetic Plastic Surgery), in un un solo anno l’Italia è balzata dal nono al quarto posto nella classifica mondiale per numero di interventi estetici: da 757.000 procedure nel 2023 a oltre 1,3 milioni nel 2024, con una crescita dell'81% senza eguali tra i primi dieci Paesi. Di questi, 480.000 sono interventi chirurgici, 891.000 trattamenti non invasivi. Il Paese attrae pazienti anche dall’estero, soprattutto da Svizzera, Francia e Regno Unito.

A livello globale, nel 2024 sono state eseguite quasi 38 milioni di procedure estetiche, il 42,5% in più rispetto a quattro anni prima.

Un polo d’eccellenza sul Lago di Garda

La clinica Villa Bella, fondata a Salò dal dottor Giovanni Botti, è oggi un riferimento internazionale per la chirurgia plastica ed estetica e un importante centro formativo: ogni anno ospita giovani specialisti da tutto il mondo in fellowship certificate da ISAPS, la Società Internazionale di Chirurgia Plastica Estetica. In Italia, accedono ai programmi di formazione i medici provenienti dal Policlinico Gemelli, dall'Università Campus Bio-Medico di Roma e dall'Università di Udine.

Commenti

I Correlati

Agenda, telefonate e richieste dei pazienti possono essere gestite dai collaboratori. Ma valutare sintomi, urgenze e referti resta attività clinica: il rischio è che la pratica quotidiana produca deleghe improprie

Ti potrebbero interessare

Dall’acido ialuronico alla tossina botulinica, la medicina estetica scopre il potenziale dell’orecchio. E il lobo può rivelare anche un segnale di rischio cardiovascolare

Dalla Gen Z alle over 60, la Medicina Estetica ha una risposta diversa per ogni età. Il punto del presidente della Società italiana di medicina estetica

Perdita di peso accelerata, cambiamenti della pelle e nuove sfide per la medicina estetica. Ecco cosa succede alla pelle quando si perdono chili in fretta e come risponde la scienza

Cresce la domanda e vincono protocolli dedicati: meno volume, più espressività e trattamenti che non si fanno notare

Ultime News

Più letti